COLONNO I sindaci dei due comuni dove si stanno costruendo i più grandi autosilo, Colonno e Argegno, dichiarano la volontà di rispettare le linee guida del ministro dei beni culturali Sandro Bondi (Pdl) che puntano su un maggior rigore in fatto di salvaguardia del territorio, ma aggiungono che nei loro territori di aree dismesse da riutilizzare non ce ne sono e per risolvere il problema delle auto in paesi con pochissimi spazi, la via da seguire è a senso unico COLONNO I sindaci dei due comuni dove si stanno costruendo i più grandi autosilo, Colonno e Argegno, dichiarano la volontà di rispettare le linee guida del ministro dei beni culturali Sandro Bondi (Pdl) che puntano su un maggior rigore in fatto di salvaguardia del territorio, ma aggiungono che nei loro territori di aree dismesse da riutilizzare non ce ne sono e per risolvere il problema delle auto in paesi con pochissimi spazi, la via da seguire è a senso unico. Al consigliere comunale Paolo Bellosi che critica l'autosilo in costruzione e respinge il previsto raddoppio, il sindaco Elisabeth Soldarini risponde che l'opera finita, fatta a listoni modulari, sarà bene inserita nel paesaggio del centro rivierasco. Bellosi dissente e dichiara che «quanto a ingombro e a vista dal lago, l'autosilo di Argegno, con le sue massicce strutture, sarà un fiorellino rispetto a quello in costruzione a Colonno». «Per il momento - chiarisce Soldarini - i lavori dell'autosilo vanno avanti secondo il primo progetto di 38 box. Per quello che viene definito raddoppio con previsione di 83 stalli è stata presentata in comune una richiesta di variante, ma prima di concedere l'autorizzazione aspettiamo il nulla osta dell'Anas e dei vigili del fuoco. L'ampliamento, però, non avrà effetto sull'ingombro della struttura in quanto si procederà al recupero delle aree nell'interrato. Prima di esprimere giudizi invito a aspettare l'opera finita e a valutare i vantaggi che deriveranno al paese dalla possibilità di togliere dalla piazza a lago, uno dei gioielli della Tremezzina, tante auto che ora provocano ingombri e disagi. Quanto alle costruzioni che stanno sorgendo nella zona alta del paese, al centro di altre critiche, il sindaco risponde che per anni a Colonno si è costruito pochissimo e a un certo momento è stato presentato un piano di lottizzazione che la commissione ambientale del comune ha riconosciuto meritevole di approvazione. «Non mi sento di meritare delle critiche - fa presente Soldarini -. Quelle costruzioni sono state progettate con criterio e vengono realizzate come si deve, bene inserite nel contesto di un colle sempre più abbandonato nel degrado per la cessazione delle vecchie coltivazioni». Francesco Dotti, primo cittadino di Argegno si esprime con sincerità. «Il ministro Bondi non ha torto - dichiara Dotti - ma parla da Roma mentre un sindaco è tenuto tutti i giorni a confrontarsi con la realtà del suo paese. Questa amministrazione, eletta nel 2004, aveva ereditato un piano regolatore piuttosto permissivo che ancora recepiva un indice di edificabilità di 1,5 metri cubi per metro quadrato. Mi dicano le voci critiche come avrei potuto con un colpo di mano limitare sensibilmente a molte famiglie l'edificabilità accordata ai loro terreni. Le restrizioni saranno si introdotte, ma con il nuovo piano di governo del territorio che l'architetto Giuseppe Tettamanti sta elaborando con molta attenzione. Sarà pronto per la fine dell'anno, intanto si stanno esaurendo le vecchie concessioni. «Recupereremo ulteriormente il centro storico in aggiunta all'azione già intrapresa e incentivata da particolari agevolazioni. Ammetto che l'autosilo non offra una bella vista, vedremo di mitigarla e soprattutto intendiamo accogliere i suggerimenti di Tettamanti per costruirne dei nuovi ma in caverna, completamente invisibili. Abbiamo individuato possibilità verso le Camogge e all'imbocco della via per Schignano. Con questo intendiamo lanciare proposte innovative perché l'obiettivo è di togliere le auto dalle più belle piazze a lago aprendole ulteriormente al turismo».