Scavi archeologici sì ma con una programmazione organica, che consenta ai preziosi resti dell'antica Aquileia di essere consolidati, restaurati e soprattutto ricoperti e tutelati. È il pensiero del sindaco della vecchia e gloriosa città dell'impero romano, Alviano Scarel. Un invito alla prudenza, il suo, che arriva nel giorno della presentazione degli scavi eseguiti dallo staff archeologico dell'Università di Trieste nell'area adiacente via Gemina, a due passi dal foro. Una zona, questa, che negli ultimi anni ha restituito testimonianze fondamentali della vita tardo antica aquileiese come una strada romana quasi intatta, che bene rende l'abile capacità costruttiva di quel popolo, e una grande domus. Composta da più stanze, la casa è stata portata in superficie per una larga porzione con preziose emergenze: mosaici con putti danzanti, pavimenti musivi a trama geometrica a due colori, spazi probabilmente destinati a terme con tracce del sistema di riscaldamento sotto il pavimento. Metri e metri di storia sotto gli occhi di tutti. «Di questo siamo ben felici - dice il primo cittadino -, ma crediamo che scoprire troppo il sottosuolo della nostra città ci esponga anche a rischi di perdite. Se non vengono conservate e riseppellite, le tracce di case e di terme possono andare in rovina. E lo dico con cognizione di causa. Gli scavi eseguiti negli anni Cinquanta hanno portato alla scoperta di pavimenti a mosaico e al rinvenimento di fondamenta di importanti edifici. Testimonianze fondamentali che però oggi sono rovinate, decadenti, disseminate da erbe infestanti. Nella seconda metà del secolo scorso, è evidente, le procedute di conservazione erano diverse e di sicuro meno efficaci. Tanto che oggi, prima di pensare al"nuovo", ci tocca metter mano a quello che versa in degrado del passato. Secondo punto dolente quello della fruizione dei siti. Di grande interesse scientifico, senza dubbio, devono essere messi a disposizione non solo dello studioso ma anche del turista». Restituire quindi a tutti gli spazi storici del paese attraverso un progetto sostenibile che favorisca la frequentazione della città antica e la conoscenza pratica di come essa si presentava all'epoca del massimo splendore, anche negli ambienti di nicchia, oggi ancora difficili da leggere da parte dei profani, come la domus di via Gemina. La considerazione del sindaco si inserisce nel progetto di lunga gittata dell'ateneo triestino che, anche nei prossimi anni, procederà con le indagini nel sito della casatardo antica.Paola Treppo L'Italia ha un patrimonio di 836 aree protette Le aree protette, secondo i dati più recenti, sono 836 in tutta Italia, di cui 23 parchi nazionali, 24 aree marine protette, 146 riserve naturali statali, 120 parchi naturali regionali, 342 riserve naturali regionali e 181 aree protette regionali di altra tipologia. SUPERFICIE:le zone protette in Italia sono il 10,22 del territorio nazionale pari a 3.080.100,60 ettari. Mentre 603 sono i Km di costa tutelata. La superficie protetta a mare è pari a 2.818.646,40 ettari. VISITATORI:ogni anno 70 milioni di cui 87 italiani e 12 stranieri, con una media di età tra i 30 e i 45 anni. OCCUPAZIONE:il circuito dei Parchi garantisce lavoro ad 80 mila persone di cui 4.000 diretti negli enti di gestione, 16.000 nell'indotto dei servizi, 60.000 nell'indotto del turismo, dell'agricoltura, dell'artigianato e del commercio. COOPERATIVE E ASSOCIAZIONI:circa 630 cooperative, circa 210 associazioni Onlus. STRUTTURE RICETTIVE:le strutture ricettive impegnate in turismo sostenibile e di qualità sono 11.726 di cui il 50 sono alberghi mentre l'altro 50 sono strutture extralberghiere come agriturismo, ostelli, rifugi, campeggi, case vacanza. CENTRI VISITA:2.760 i punti informativi dei Parchi. BELLEZZE STORICO-ARTISTICHE DEI PARCHI:oltre ai 149 musei i 24 Parchi nazionali includono 1.712 centri storici, 270 castelli, rocche, fortificazioni, 189 aree archeologiche, 291 santuari, monasteri, chiese rurali, 73 ville storiche. ANIMALI:oltre 58 mila specie protette nei nostri Parchi di cui 56.168 invertebrati; 1.254 vertebrati; 93 mammiferi; 473 uccelli; 58 rettili; 38 anfibi; 473 pesci ossei; 73 pesci cartilaginei. PIANTE:5.600 diverse specie vegetali (il 50 delle specie europee e il 13 endemiche) BOSCHI:protetti circa 3 milioni di ettari di bosco pari al 28 della superficie forestale nazionale. In Abruzzo, Calabria e Puglia la totalità dei boschi è salvaguardata da aree naturali protette. Questo verde protetto sottrae all'atmosfera 140 milioni di tonnellate di anidride carbonica all'anno. LA REGIONE PIÙ VERDE:è il Piemonte con il 32 della superficie della regione protetta, percentuale che arriva al 41 con i Siti di interesse comunitario e Zone protezione speciale. IL PARCO PIÙ VISITATO:tra quelli costieri quello del Cilento, tra quelli montani Stelvio e Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise.
AQUILEIA Il sindaco di Aquileia: Sì agli scavi ma i ritrovamenti vanno curati meglio
Il sindaco di Aquileia, Alviano Scarel, ha invitato a una programmazione organica degli scavi archeologici nella città per consolidare e restaurare i resti dell'antica Aquileia. Il progetto prevede la tutela e la fruizione dei siti storici, anche per i turisti. Scarel ha anche sottolineato l'importanza di conservare le aree protette in Italia, che coprono il 10,22% del territorio nazionale. I parchi nazionali e le aree marine protette sono tra le strutture più visitate, con oltre 70 milioni di visitatori all'anno. La regione più verde in Italia è il Piemonte, con il 32% della superficie protetta. Il parco più visitato è quello del Cilento, tra quelli costieri.
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