Già consultabile on line nasce una biblioteca digitale mediterranea grazie a un network di circa 70 tra Università, centri documentali, archivi e musei «Mettere in relazione» i Paesi delle due sponde del bacino del Mediterraneo attraverso «la valorizzazione del patrimonio scientifico comune» mediante «gli strumenti della società dell'informazione». Sono i presupposti del progetto ad ampio raggio sulle «Scienze nel Mediterraneo», co-finanziato dall'Ue, che come primo risultato tangibile ha visto la nascita della «Biblioteca digitale del Mediterraneo», già consultabile on-line grazie a un network di circa 70 tra Università, centri documentali, archivi e musei. Il progetto «Scienze nel Mediterraneo», che usufruisce dei fondi comunitari Interreg, ha l'obiettivo «di sviluppare una solidarietà culturale tra i Paesi del bacino del Mediterraneo spiegano i promotori -, rendendo più facile l'accesso di tutti al patrimonio culturale comune». «Dal momento che le scienze sono sempre state occasione di scambio nell'area del Mediterraneo viene sottolineato -, si ritiene necessario diffondere a largo raggio la conoscenza di tali relazioni attraverso lo sviluppo di un corpus testuale e iconografico sulle Scienze nel Mediterraneo, reso accessibile mediante le tecnologie della società dell'informazione». E' da qui che, fin dall'aprile 2006, è stato avviato il progetto «Aristhot-Internum», a cui partecipano 14 partners di nove Paesi dell'Unione Europea (Spagna, Francia, Grecia, Italia, Malta) e dell'area africana (Egitto e Algeria) e mediorientale (Libano e Turchia). Tra questi, istituzioni prestigiose come la Biblioteca Alexandrina, l'Università di Cagliari (che nelle scorse settimane si è assunta il compito di presentare la nuova Biblioteca digitale mediterranea), il National Archives di Malta, l'Archivio storico della Murcia, il Centre de Conservation du Livre, l'Istituto andaluso di Tecnologia, il Consorzio Interuniversitario per le Telecomunicazioni. La banca dati digitale, che raccoglie il corpus di documenti e testi degli enti partecipanti, è già consultabile al sito www.aristhot.eu, grazie anche al lavoro fatto fin dal 2003 con il progetto della biblioteca virtuale «Internum». «Scopo della digitalizzazione del patrimonio documentario osservano sempre i promotori è una migliore conoscenza della memoria comune alle due sponde del Mediterraneo. Allo scopo di rispondere alle nuove sfide della società dell'informazione, la rete dei partner, attivata con il progetto, intende anticipare gli effetti del movimento di integrazione culturale nelle strategie di sviluppo del bacino del Mediterraneo». In concreto, il progetto «Scienze nel Mediterraneo» si propone di valorizzare, mediante gli strumenti della società dell'informazione, il patrimonio scientifico, antico e moderno, comune alle due rive del Mediterraneo: libri, manoscritti, archivi, documenti grafici, fotografie, registrazioni audio e video e quant'altro. Varie le aree tematiche su cui si articola il progetto: scienze naturali e matematica (astronomia e botanica); scienze applicate (medicina, farmacia, veterinaria); scienze tradizionali (alchimia, scienze divinatorie, esoterismo); scienze storiche ausiliarie (archeologia, paleografia, codicologia, sigillografia e numismatica). I documenti provenienti da archivi, biblioteche e musei, al termine di un percorso di localizzazione, catalogazione, selezione e digitalizzazione, sono codificati e memorizzati su database, accessibile on-line, in modo da diventare liberamente disponibili sul web.