Non si è chiusa la vicenda della riproduzione dei Bronzi di Riace. Il ministero per i Beni culturali e quello dell'Istruzione, assieme alla Soprintendenza archeologica della Calabria e all'Istituto Centrale del Restauro, hanno proposto appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di Reggio, che aveva detto no alla riproduzione dei due guerrieri in mostra nel Museo di Reggio Calabria. L'idea di "clonare" i Bronzi risale alla Giunta Nisticò. L'argomento è stato, poi, ripreso dalla Giunta Chiaravalloti che aveva affidato all'Istituto centrale del Restauro il compito di riprodurre le due statue per essere prima destinate alle Olimpiadi di Atene e poi inviate, come testimonial della Regione, anche nelle manifestazioni di grande rilievo internazionale. Spesa prevista: circa 2 miliardi delle ex lire. Questa decisione della Giunta regionale è stata avversata a Reggio Calabria. I sindacati, le associazioni culturali (Amici del Museo, Centro studi Bosio, ecc.), le stesse istituzioni locali (Amministrazioni comunale e provinciale), i movimenti (compreso Forza Reggio) hanno promosso una campagna per impedire la riproduzione. È nato anche un Comitato presieduto dal sindacalista Francesco Alì della Cgil. C'è stata anche una consultazione popolare: 32 mila reggini hanno detto no. Il Comitato, sostenuto dalle associazioni (Amici del Nuseo, Centro "Bosio") hanno presentato ricorso al Tar che ha dato subito la sospensiva. La Regione si è rivolta al Consiglio di Stato che ha confermato la decisione del Tar. Successivamente (luglio 2003) il Tar, entrando nel merito, ha pronunciato una sentenza che impediva la riproduzione. Il caso sembrava chiuso, ma proprio ieri si è appreso da fonti sindacali (la Cgil) di questo appello al Consiglio di Stato. L'avvocato Giuseppe Strangio, nominato dalla Cgil, ha detto che tra i motivi del ricorso i due ministeri avrebbero scritto che opporsi alla riproduzione è il frutto «di un localismo privo di ragionevolezza» e che i Bronzi «si troverebbero solo casualmente appoggiate al Museo nazionale di Reggio».
Sulla clonazione dei Bronzi deciderà il Consiglio di Stato
Il ministero per i Beni culturali e quello dell'Istruzione, insieme alla Soprintendenza archeologica della Calabria e all'Istituto Centrale del Restauro, ha proposto un appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di Reggio che aveva rifiutato la riproduzione dei Bronzi di Riace. L'idea di riprodurre i Bronzi risale alla Giunta Nisticò e la Regione Calabria aveva previsto una spesa di circa 2 miliardi di lire per la riproduzione. Tuttavia, la decisione è stata avversata da sindacati, associazioni culturali e istituzioni locali, che hanno promosso una campagna per impedire la riproduzione.
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