La Cattedrale di Noto rinascerà dieci anni dopo il crollo. Così, il simbolo della rinascita dei Sud-Est siciliano, come fu per il terremoto dell'11 gennaio 1693 per il tardo barocco della Sicilia orientale, sarà ancora una volta nelle ceneri di antichi monumenti che generano nuovo splendore. È la sera del 13 marzo 1996: un tonfo sordo annuncia a Noto il crollo rovinoso della Cattedrale di San Nicolo'. In pochi secondi vengono giù i quattro pilastri e il pilone della navata destra, trascinando al suolo l'intera copertura della navata centrale e di quella destra, gran parte del tamburo con la sovrastante cupola che diviene l'icona del crollo e la lanterna, nonché tutta la copertura del braccio destro del transetto. L'area del crollo è pari a mille metri quadrati di superficie. La causa è da ricercare nella modesta fattura dei materiali con cui vennero realizzati i pilastri. Oggi l'opera di ricostruzione, che ha una copertura finanziaria di 25 milioni di euro, ha superato la boa di metà percorso. La previsione della fine dei lavori è ai primi mesi del 2006. Al loro inizio, nel 2000, sono stati registrati dei ritardi. Ma questa volta la burocrazia non c'entra. Le maestranze impegnate sono state sottoposte a un corso di formazione perché la Cattedrale viene ricostruita secondo il progetto originale del Settecento, «esattamente com'era». precisa uno dei due progettisti e direttori dei lavori, l'architetto Salvatore TrinGali (l' altro è l'ingegnere Roberto De Benedictis). «Questo presuppone non solo l'utilizzo delle tecniche di costruzione in voga tre secoli fa. con l'aggiunta degli attuali criteri antisismici spiega l'architetto Tringali ma anche l'uso dei blocchi in pietra calcare locale, senza cemento e acciaio. Quale materiale legante, al posto del cemento, c'è la calce». Fino a oggi 35mila blocchi sono stati posti uno ad uno, con notevoli difficoltà nel reperimento dei materiali, senza alcuna possibilità di portare fino in vetta le pietre con una gru qualsiasi. E con la difficoltà di realizzare con i blocchi archi di 8-10 metri d'altezza. «Abbiamo già costruito il tetto, rifatto la navata destra, sostituiti i pilastri della navata sinistra, gli arconi portanti del tetto aggiunge Tringali attualmente, stiamo coprendo la navata centrale, il transetto di destra e il tamburo. La cupola e la lanterna a vetro resteranno per ultime». Sono 40 gli operai impegnati nel grande cantiere, nel centro di uno stupendo «giardino di pietra». Tringali e De Benedictis assicurano: «I nuovi pilastri conserveranno la memoria di quelli precedenti".