La manutenzione appaltata per oltre 1 milione di euro Frosolini: «Soddisfatte le segnalazioni di centinaia di cittadini» Quasi 300mila euro di interventi sul verde pubblico ad aiuole, fioriere, pini, palme e marciapiedi. Il Comune di Grosseto, da aprile a oggi, ha rimesso mano ai 190 ettari di parchi e giardini nel capoluogo e nelle frazioni. Costo totale degli interventi 274 mila euro. Proprio ad aprile è iniziata la nuova gara di manutenzione del verde pubblico, appaltata dalla ditta Gruppo Stazi Mariano srl di Fiumicino per un importo, raddoppiato rispetto al 2007, di 1 milione e 200mila euro. A fare il bilancio il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e l'assessore ai lavori pubblici Maurizio Frosolini, che così rispondono alle polemiche nate in questi mesi sul degrado di strade e viali. Nel 2008 sono arrivate in Comune centinaia di segnalazioni telefoniche e 125 segnalazioni scritte «che abbiamo completamente evaso». Intanto la ditta ha dato dato il via ai lavori. In primis i tagli d'erba (6 in città e 5 nelle frazioni), la sagomatura delle siepi, i tagli nelle banchine delle strade extraurbane. La pulizia delle vasche ornamentali che «non facciamo in tempo a pulire e subito vengono riempite di cartacce». Il diserbo dei marciapiedi, la sistemazione dei giardinetti. I dettagli in euro: «38.700 euro per reimpiantare essenze arboree nei viali cittadini; 31mila per nuove alberature di oleandro a Marina; 26.000 per la staccionata del parcheggio di Principina; 11mila per l'arredo urbano. Per la potatura di 220 pini a Marina e 180 a Grosseto, 33mila euro; altri 45 pini potati in via Topazio per 7.000 euro. Sistemate le aiuole e fioriere a Marina per 12mila euro, 11mila per il rondò di viale Uranio; 11mila per il giardino di via Italia a Rispescia; per l'area a verde e il camminamento di via Manetti e Mazzini, a Grosseto, altri 10mila euro; in via Norvegia e nelle zona vicine all'ex Diversivo altri 8.700». Non ultime le palme, che tante segnalazioni hanno attirato via via, per le foglie secche. «Grosseto - tiene a dire Frosolini - è tra i primi comuni italiani ad aver sperimentato uno speciale trattamento antiparassitario, di endoterapia contro il punteruolo rosso». Restano comunque i nei, cioè una serie di disservizi per lo più legati - dicono sindaco e assessore - alle società (cioè ai privati) che fanno interventi in zone di recente urbanizzazione. «Sono luoghi in cui non si può parlare di verde pubblico perché è un verde ancora in carico ai privati». E' accaduto alle Gemme (Verde Maremma, oggetto di recenti polemiche) o alla Saracina. «Abbiamo in piedi - dice Frosolini - più di 100 opere di urbanizzazione convenzionate e conseguenti alle lottizzazioni realizzate dal privato. La prassi finora è che, al momento della consegna di appartamenti e fabbricati, queste società hanno aspettato del tempo per completare le opere di urbanizzazione. Ora il Comune intende modificare il regolamento urbanistico per porre un limite a questi possibili disservizi e perché sia definito l'obbligo, da parte di queste società lottizzanti, di realizzare le opere di urbanizzazione contemporaneamente alla costruzione dei fabbricati, e contestualmente alla dichiarazione di fine lavori. Se si attesta la fine dei lavori dei fabbricati, insomma, dovrà essere attestata anche la fine dei lavori per le opere di urbanizzazione fatte a scorporo, ovvero fatte dai privati ma per conto del Comune, al posto del pagamento degli oneri di urbanizzazione». Mentre il Comune assicura che su questo fronte «cambieremo il regolamento urbanistico», Frosolini annuncia di voler fare un censimento (il primo) delle aree verdi insieme all'ufficio patrimonio (assessore Guidoni), che sta facendo la stessa cosa per il patrimonio immobiliare, fino a oggi sprovvisto di catalogazione. E.G.