Acque agitate per il Museo del Cinema, alle prese con bilanci risicati, conti che non tornano e le prime polemiche. Il punto è stato fatto ieri sera nella riunione del Consiglio di amministrazione. Presenti i rappresentanti dei soci: Regione, Provincia, Comune; Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo; Istituto Luce; Associazione Amici del Museo. Cosa sta accadendo sotto le volte della Mole? La preoccupazione nasce dall'aumento di una serie di spese che, stando al bilancio di previsione 2004, mancheranno di copertura finanziaria. Segue l'appello del Museo, nella persona del presidente Mario Ricciardi, al portafoglio dei soci pubblici e privati: «La preoccupazione è giustificata. Senza un aumento dei contributi non potremo fronteggiare le nuove sfide». Il discorso interessa le quote fisse, integrate dalle somme stanziate per manifestazioni specifiche. Ma quali saranno le spese destinate a lievitare? Dalla gara pubblica per l'assistenza ai visitatori, con costi aumentati del 30 rispetto all'edizione 2000, ai mutui per allestire caffetteria, book-shop, zona dedicata alle mostre temporanee (200 mila euro). Da qui l'allarme: la riunione decisiva fra i soci è già stata fissata a breve. Ad oggi restano i malumori. In particolare quelli legati al bilancio 2003, che il Museo prevede di chiudere in pareggio entro giugno nonostante alcuni soci debbano ancora versare parte delle quote. Inutile chiedere a Ricciardi chi sono i «distratti»: «Posso solo dire che mentre le Fondazioni pagano rapidamente, lo stesso non può dirsi per gli enti pubblici...». Un aiuto arriva dalla Provincia. «Finora siamo stati gli unici a deliberare nuove risorse per il Museo, aggiungendo 250 mila euro ai 120 mila della quota iniziale - sbotta l'assessore Valter Giuliano (Cultura) -, Se da parte degli altri non ci sarà la stessa attenzione, potremmo riconsiderare la nostra decisione».