Appello di intellettuali e associazioni: bastano piccoli interventi Agnello: "È solo la punta delliceberg" Scuderi: "Cerano i soldi per i merli ma cosa è cambiato?" Dei quattromila turisti che ogni giorno visitano la cattedrale, appena duecento scelgono la formula della full immersion, chiedendo di visitare a pagamento larea museale. Gli stessi che alluscita girano attorno alla balaustra settecentesca per bearsi del magico gioco degli intarsi delle absidi. E purtroppo a nessuno di loro sfugge limmagine di quelle tracce biancastre che hanno invaso la parte superiore dellabside sinistra. Cè da aggiungere che il campione turistico è anche quello degli opinion leader: in unora fanno tappa un docente universitario spagnolo darte, due archeologi, un operatore turistico, due ingegneri, tre americani cultori dellarte, otto studenti. Se la Fabbriceria dice che non ha mezzi per risolvere il problema, dallaltro lato la soprintendente Adele Mormino taglia corto: «la manutenzione ordinaria è compito di chi gestisce il monumento». Nel rimpallo delle competenze e delle responsabilità, sembrerebbe che la cattedrale sia terra di nessuno, come se ci si fosse dimenticati che per il possesso di quella basilica, ultima roccaforte bizantina prima della capitolazione definitiva, cristiani e musulmani si fossero massacrati a vicenda nel lontano 831 dopo Cristo. Ma ai paladini dei beni monumentali siciliani questo scaricabarile non va affatto giù. Vincenzo Scuderi, storico soprintendente degli anni Settanta, è di poche parole: «Ma se si tratta di un semplice problema di grondaie che perdono o sono ostruite, non mi pare sia un problema di grande entità - sostiene Scuderi - deve essere lente proprietario a intervenire, si tratta di una elementare manutenzione. Io stesso denunciai a "Repubblica" e attraverso il periodico "Per" il pericolo dei merli abbattuti dal terremoto, fu redatto un progetto nel 2006 e stanziata la somma di 15mila euro, non mi pare però che sia cambiato niente da allora». Gli fa eco lingegnere Nino Vicari, docente universitario di tecnica delle costruzioni e presidente di Salvare Palermo, fondazione che ha anche presentato una segnalazione sui danni alla cattedrale. «Non ci sono dubbi su chi deve intervenire - dice il docente - senza ordinaria manutenzione nessun monumento è al sicuro, soprattutto un edificio come la cattedrale, carico di anni e di storia. Ma i bracci di ferro servono a poco in questi casi. Salvare Palermo si è comunque impegnata con una campagna affinché lArs destinasse una maggiore quota di finanziamenti, anche per i restauri di minore importanza. LArs invece ha sempre ritenuto che non fosse il caso, perché gli enti proprietari potessero attingere ad altre fonti o fare da soli». Il capo delegazione palermitano del Fondo Ambiente Italiano, Riccardo Agnello, si lascia catturale dallaria di pessimismo e abbandono generale in cui versa la città. «Mi addolora leggere certe cose, ma non mi stupisco - dice il responsabile del Fai - La cattedrale è solo la punta delliceberg, ma non è lunico problema. Certo, è un edificio simbolo, è probabilmente il più visitato della città e quindi si nota di più, ma è lo specchio del generale malessere e del clima di disinteresse. Ma ci siamo domandati che città offriamo ai turisti? Se in questi giorni il sultano dellOman chiedesse di vedere lAnnunziata di Antonello da Messina che gli risponderemmo? Che il celebre dipinto del messinese giace impacchettato in un museo. Bella figura».