"Impiegando esperti dellarrampicata eviteremo di mettere una gabbia attorno ai due monumenti" "Il monitoraggio punterà a verificare la movimentazione per prevedere ogni emergenza" Corde, funi e imbracature, come quelle che si usano in montagna. Dal prossimo ottobre, infatti, un gruppo di scalatori triestini sarà al lavoro sulle Due Torri, o meglio lungo le pareti dellAsinelli e della Garisenda, per posizionare le strumentazioni necessarie al check-up del simbolo della città. Nei giorni scorsi il Settore Ediliza Pubblica del Comune ha dato il via al programma, interamente finanziato dalla Fondazione del Monte per un totale di 360mila euro. «Lutilizzo di professionisti dellarrampicata - spiega lingegnere Fabio Andreon, responsabile del settore - consente di lavorare in modo meno invasivo, senza costringere a lungo dentro una gabbia di impalcature il monumento più rappresentativo della città». Il programma di monitoraggio - che riprende un vecchio intervento avviato nel 1999 e che al momento ha interessato solo la Garisenda, la torre pendente, per intenderci - verrà portato a termine in due fasi. Nel corso della prima gli scalatori avranno il compito di eseguire una sorta di ecografia dellAsinelli. «Le torri sono costituite da due pareti murarie - continua Andreon - con unintercapedine riempita di sabbia e altri materiali di risulta. Col tempo si sono verificate delle fessurazioni che vanno riempite, come abbiamo già fatto per la Garisenda». Poi, dopo aver piazzate altre due cinture metalliche sulla torre più alta, comincerà il lavoro di monitoraggio volto ad appurare lo stato di deformazione della muratura, le variazioni dello stato tensionale nelle principali catene e cinture di acciaio, il controllo di alcune fra le più importanti lesioni, gli spostamenti orizzontali di alcuni punti significativi e le variazione di inclinazione. «Di fatto un intervento così minuzioso - spiega Andreon - non era mai stato avviato prima. Le torri non sono in alcun pericolo ma è necessario conoscere la loro movimentazione per prevedere ogni possibile emergenza». La raccolta dei dati proseguirà per il tempo necessario; i risultati delle ricerche saranno condivisi on line tra il Comune di Bologna e lequipe di studio del prof. Ceccoli della Facoltà di Ingegneria dellUniversità di Bologna. «Per la prima volta - aggiunge Andreon - avremo una valutazione precisa anche dellimpatto del traffico». Nella prossima primavera, infine, si aprirà una fase successiva dedicata agli esterni della Torre Asinelli. Per linterno delle torri, invece, si dovrà aspettare. «Vedremo se si presenterà la necessità. Certo è che non faremo mai, come qualcuno aveva chiesto, un ascensore per salire in cima allAsinelli», assicura Andreon. Così, chi vuole godersi lo spettacolo della città posando i piedi a 93 metri di altezza (ma la torre nel suo complesso ne misura 97) deve armarsi di santa pazienza per salire i 498 gradini necessari a conquistare la cima. Lo scorso anno sono stati 29.843 i coraggiosi e a tuttoggi siamo già oltre i 15mila visitatori. «Un tempo cerano picchi di turisti in primavera ed autunno; oggi sono spalmati su tutto lanno. Sono meno le scolaresche, ma di più quelli che vengano dallEst Europa». Ennio Zazzeroni stacca biglietti a raffica anche in queste giornate di caldo. Lo fa tutti i giorni, dal momento che le Due Torri si visitano dal primo gennaio al 31 dicembre, senza mai chiudere, dalle nove del mattino alle sei di sera (le cinque nei mesi invernali). «Di bolognesi ce ne sono pochi che salgono; sarà perché se le vedono davanti tutti i giorni», ammette. La sua famiglia custodisce chiavi e storia dei due edifici dal 1954. Il monitoriaggio delle Due Torri non sarà dintralcio ai turisti, assicura lamministrazione comunale. «Anzi - conclude Andreon - stiamo pensando di posizionare alcune postazioni informatiche in vari angoli cittadini in modo che si possa seguire il procedere dei lavori. Pensiamo anche a un filmato, realizzato posizionando una telecamera sullelmetto degli scalatori».