Gli appalti truccati del parco sigilli a beni dellex presidente Appalti sospetti e gestione dellente che gestisce la zona protetta del Gargano Con Fusilli, nellinchiesta anche il direttore Rinaldi e Mario Scaramella PIERO RUSSO FOGGIA - Per la prima volta in Italia i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico hanno eseguito un sequestro di beni per oltre duecentomila euro per reati di tipo ambientale. Protagonisti in negativo Matteo Fusilli e Matteo Rinaldi, rispettivamente ex presidente e direttore del Parco nazionale del Gargano, nonché Mario Scaramella, titolare di una società di demolizione, la Ecpp che opera nel settore ambientale, nonché ex consulente della commissione parlamentare dinchiesta Mitrokhin, per il quale la procura di Foggia a giugno aveva chiesto il rinvio a giudizio. I tre risultano coinvolti nella vicenda dellassegnazione, tra il 2000 e il 2003, di appalti gonfiati da parte del Parco del Gargano, ad una società senza requisiti, la Ecpp di Scaramella, e con una falsa trattativa privata. Le violazioni contestate sono concorso in truffa ai danni dello Stato e falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Secondo le indagini, lappalto per labbattimento delle opere abusive sarebbe stato conferito alla società Ecpp (Environmental Crime Prevention Program) che faceva capo a Scaramella, con una falsa trattativa privata, di comune accordo tra i vertici dellEnte parco del Gargano. I requisiti dellEcpp per la partecipazione ad appalti per lavori pubblici, non risultavano idonei rispetto a quelli previsti dalla legge. Fusilli si era già difeso dicendo che la sua intenzione era quella di affermare la legalità, visto che la Eccp operava già con il parco del Vesuvio, dove erano state abbattute strutture di proprietà della camorra. Mario Scaramella fu coinvolto anche in una spy story: era noto, infatti, per aver consumato un lunch al ristorante giapponese Itsu di Piccadilly, in Inghilterra insieme ad Aleksandr Litvinenko, ex spia del Kgb, uno dei più accaniti oppositori del presidente russo Vladimir Putin, che si sentì male poco dopo perché contaminato dal polonio 210, che gli causò la morte. Il napoletano era già stato colpito da unordinanza di custodia cautelare in carcere lo scorso anno per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di analoghe truffe ai danni dellente parco nazionale del Vesuvio. Secondo i carabinieri del Noe, «la vicenda risulta caratterizzata da una reiterata e progressiva dinamica delittuosa, connotata da un livello di spregiudicatezza sempre più crescente, con sperpero di ingenti somme di denaro pubblico». Ai tre funzionari erano già stati sequestrati anche beni per circa 160mila euro. Il giro daffari delle azioni contestate è molto elevato: gli appalti affidati, senza alcun tipo di gara pubblica, raggiungono un valore complessivo di 374.000 euro ma già altri 500.000 euro erano stati stanziati per nuovi lavori e lappalto è stato bloccato dalla nuova dirigenza del Parco, oggi commissariato per altre motivazioni. Secondo laccusa, per abbattere un recinto metallico (intervento realizzabile con poche migliaia di euro) si stanziavano oltre 100.000 euro. Inoltre, la ditta assegnataria non completava nemmeno il lavoro che prevede il ripristino dei luoghi dove è stato commesso labuso. Ludienza preliminare si terrà dinanzi al gip di Foggia nel prossimo mese di ottobre.