Per la prima volta, in quasi trent'anni d'attività, il Fai - Fondo per l'Ambiente Italiano - organizza un convegno aperto a tutti gli italiani e non solo ai propri aderenti. «Conservazione e partecipazione» il titolo, si apre questa mattina nel Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, a Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. «Abbiamo sentito necessaria la presenza del Presidente perché rappresenta un simbolo - dice Marco Magnifico, direttore generale del FAI - Vogliamo rivolgerci a tutti gli italiani. Non possiamo continuare a "parlarci addosso" solo tra di noi. Anche perché, è ovvio il coinvolgimento fra quanti la pensano ugualmente. Occorre iniziare un "governo della tutela" attorno a un progetto che coinvolga un numero sempre maggiore di persone. Lavorare in questo modo può sembrare un'utopia, ma è sui sogni che si fondano le imprese». Per questo motivo verrà presentato al presidente Ciampi, e dunque, simbolicamente, a tutti i cittadini, un «Decalogo» (da domani consultabile sul sito www.fondoambiente.it), con dieci proposte per la tutela dell'ambiente italiano, intendendo come «ambiente» l'intero suolo che abitiamo: paesaggi sui quali si sono costruiti e si costruiscono edifici, siano essi chiese, palazzi, monumenti, chioschi, le strade intorno a essi, i lampioni che illuminano le strade... «Il nostro scopo è l'educazione della collettività alla tutela, usando i luoghi con tutti e cinque i sensi. Non imponiamo divieti: vietato fotografare, correre, fumare... Diciamo, invece, "siamo in casa nostra, comportiamoci bene"», continua Magnifico. «Non possediamo una ricetta, ma un codice comportamentale. Partendo dal fatto che il nostro passato non è fulgido, ma assai fulgido. I segni del presente, invece, sono violenti e non integrati, nient'affatto armoniosi. Si costruiscono cose brutte e omologate, il gusto s'è omologato sul brutto, e lo si accetta. Non esiste progettazione, ma una committenza becera che ha solo interesse a raggranellare soldi, E lo Stato deve dare l'esempio: ma quale esempio dà, se autorizza il condono?». Interverranno il sindaco Veltroni, il ministro Urbani, il presidente del Fai Giulia Maria Mozzoni Crespi. L'analisi delle priorità e degli scempi, delle cose da fare e perché, per chi, è affidata a Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, a Domenico De Masi, ordinario di Sociologia del Lavoro alla Sapienza di Roma, a Umberto Vattani, rappresentante permanente d'Italia presso la UE. Nel pomeriggio una tavola rotonda (alla quale dovrebbero partecipare, tra gli altri, il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e Antonio Ricci, giornalista) concluderà i lavori. Sarà anche l'occasione per riferimenti e critiche al recente (e non ancora ufficiale: manca la firma di Ciampi) «Nuovo Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici» del Ministro Urbani, soprattutto nella parte che riguardale norme sull'alienabilità dei beni e sulla edificabilità, che già nei gorni scorsi è stata al centro di una serie di polemiche e contestazioni. Intanto, anticipiamo il contenuto del primo articolo del «Decalogo»: riconoscere nel nostro passato culturale le radici del nostro paese. Una cosa ovvia, ma troppo spesso dimenticata.