Una svolta per l'affaire Biblioteca Nazionale. Per volontà del ministro ai Beni e le attività culturali Sandro Bondi nessuna delle sue sale sarà adibita, sia pure in via provvisoria, a uffici amministrativi per la Soprintendenza ai Beni artistici, storici e demo-etno-antropologici della provincia di Napoli, Benevento e Caserta (il cui soprintendente sarà definito a giorni, con un probabile incarico ad interim per Salvatore Abita). A darne notizia, ieri, è stata la senatrice del Popolo delle Libertà Diana De Feo. Come si ricorderà, da qualche mese era in corso una trattativa tra la Direzione regionale dei Beni culturali, guidata da Luciano Scala, e il direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli, Mauro Giancaspro, che gestisce la terza struttura libraria più importante d'Italia (2 milioni di volumi in 25mila metri quadri a Palazzo Reale con 300 impiegati addetti). Oggetto della trattativa, destinare provvisoriamente alcuni spazi della Nazionale per il neosoprintendente di Napoli-Benevento-Caserta, la sua segreteria e alcuni storici dell'arte, in vista di occupare altri locali già individuati, ma che sarebbero stati agibili solo entro la fine del 2008. A tale scopo, era stato firmato nei giorni scorsi un verbale di accordo tra Giancaspro e Scala per l'assegnazione, fino al 31 dicembre 2008, di due sale attigue alla «Pino Amato». Intanto, in difesa della Biblioteca afflitta da una cronica mancanza di spazi si sono mobilitati diversi intellettuali napoletani, capeggiati da Gerardo Marotta e firmatari di un appello che ha ricevuto subito il sostegno delle rappresentanze sindacali della Biblioteca, oltre a quello dell'Associazione «Amici di Napoli» che proprio ieri ha diramato un nuovo appello per fermare quella che viene definita una «brutale invasione» di «spazi adibiti alla cultura» della storica Biblioteca. Gongola Mauro Giancaspro: «Ha vinto l'orgoglio culturale della città, che non è solo il capoluogo della monnezza. Una tale mobilitazione in difesa della Biblioteca non ci sarebbe stata né a Roma, né a Milano o Torino». Ma Scala ribatte: «Su questa banale vicenda è stata inscenata una farsa surreale. Io sono un bibliotecario, è mio interesse tutelare il patrimonio librario. Tant'è che oltre a ripulire per Giancaspro le due sale concordate, e al momento inutilizzate, gli ho anche offerto mille mq di depositi su via Acton, anch'essi da riadeguare. Sono perciò contento della decisione del ministro, che mi solleva da una imbarazzante situazione di malintesi; ma mi dispiace molto per la Biblioteca, che così perde gli spazi di via Acton».