ROMA A quattro mesi dì distanza dal gran rifiuto, le dimissioni dall'Alitalia date il 2 aprile in seguito alla bocciatura sindacale e politica (di Silvio Berlusconi) del piano di privatizzazione con Air France-Klm, Maurizio Prato è pronto a riprendere il ruolo che lo ha contraddistinto in 30 anni di carriera all'Italstat, all'Iri e alla Fintecna, quello di servitore dello Stato. Dopo essere tornato in sordina alla guida della Fintecna, amareggiato perché era stato gettato alle ortiche un progetto robusto che avrebbe salvato l'Alitalia (con 2.120 esuberi, non i 5-6mila e più previsti ora dal piano di Intesa Sanpaolo) e fatto entrare nelle casse dell'aviolinea un miliardo di euro entro giugno, Prato è stato nominato dal Governo Berlusconi direttore dell'Agenzia del demanio. L'insediamento nel nuovo incarico è previsto il 14 agosto. L'investitura conferma la fiducia del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in Prato, ex ufficiale della Guardia di finanza che ha fatto carriera all'Iri soprattutto durante la presidenza di Romano Prodi, molto vicino a Enrico Micheli, che dell'Iri è stato direttore del personale e direttore generale. La novità delle ultime ore è che Prato non dovrà lasciare la Fintecna, la società che è una sua creatura e, per volontà di Tremonti, ha inglobato l'ex Iri in liquidazione. Nelle scorse settimane era stato ipotizzato l'arrivo in via Veneto, nel palazzone che ha ospitato gli splendori e la decadenza dell'Iri, di Massima Varazzani, l'ex dirigente del gruppo Sanpaolo che Tremonti anni addietro aveva voluto al vertice dell'Enav. Alla Fintecna invece resta Prato, come presidente e amministratore delegato, affiancato da Vincenzo Dettori come vicepresidente, nel consiglio di amministrazione che scade tra un anno, con l'approvazione del bilancio 2008. Qui l'ex presidente dell'Alitalia dovrà gestire tra l'altro i delicati dossier Tirrenia e Fincantieri. Al vertice di Fintecna la privatizzazione della società dei traghetti è considerata più urgente della quotazione Fincantieri, perché non è stata rinnovata la convenzione che scade a fine anno. Prato potrebbe dover dire la sua ancora su Alitalìa, visto che Fintecna controlla Az Servizi, con 7mila addetti. La guida di Fintecna potrebbe intrecciarsi con le competenze sugli immobili del Demanio. Alcuni mesi fa sembrava che il Governo coltivasse un progetto di unificazione del Demanio con Fintecna, che ha acquisito un vasto patrimonio immobiliare da valorizzare e dismettere, anche attraverso la società Patrimonio. A quest'idea si è sovrapposta quella del federalismo immobiliare. Un'ipotesi è che gli immobili dello Stato centrale vengano trasferiti in periferia, alle Regioni. Ma è anche possibile una via di mezzo: alcuni immobili trasferiti alle Regioni, altri che restano al centro, probabilmente nel contenitore Fintecna, secondo le migliori possibilità di valorizzazione e i dosaggi politici. Il percorso si dovrebbe chiarire in settembre e ottobre, quando Prato imposterà il piano del Demanio. Prato ha invece lasciato da pochi giorni il consiglio di amministrazione dell'ex Sviluppo Italia, dove restano Domenico Arcuri come amministratore delegato e Nicolo Piazza come presidente. Ha consegnato a Tremonti un bilancio 2007 con 240 milioni di utile netto per Fintecna Spa e un utile consolidato in crescita da 272 a 307 milioni.
Per il demanio federalista progetto a ottobre
Maurizio Prato, ex presidente dell'Alitalia, è stato nominato direttore dell'Agenzia del demanio dal Governo Berlusconi. L'insediamento è previsto per il 14 agosto. Prato non lascerà la Fintecna, la società che è una sua creatura e che ha inglobato l'ex Iri in liquidazione. La Fintecna continuerà a gestire i traghetti Tirrenia e Fincantieri. Prato dovrà gestire anche i delicati dossier di Fintecna e potrebbe dover dire la sua ancora su Alitalia. Il Governo ha ipotizzato un progetto di unificazione del Demanio con Fintecna, che potrebbe portare a una trasferenza di immobili alle Regioni.
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