L'intervento dell'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini Cioè individuare il sistema per arrivare a produrre - utilizzando la forza del vento, il sole, l'acqua, la geotermia e le biomasse - fino alla metà dell'energia elettrica che consumiamo. Del resto gli scienziati ci dicono che, senza inversioni di rotta, prima del 2050 i consumi di energia raddoppieranno. Di fronte a questa prospettiva abbiamo prima di tutto il dovere di investire in risparmio energetico e in efficienza, poi di provvedere a produrre energia da fonti alternative agli idrocarburi. Siamo impegnati ad applicare la linea europea che da qui al 2020 si pone l'obiettivo di diminuire del 20 consumi ed emissioni e di incrementare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Con 21 milioni di euro sosterremo la ricerca nel settore e con 105 gli investimenti. Dobbiamo essere consapevoli che investire 1 euro in efficienza energetica evita di immettere in atmosfera 7 volte più anidride carbonica di quanto permetta lo stesso euro investito nel nucleare. Senza contare che le stime più ottimistiche indicano che le riserve di uranio dureranno al massimo per altri 70 anni. Puntare, come ha fatto la Toscana, sulle rinnovabili, è dunque per noi una scelta obbligata. Considerato che l'idroelettrico è già ampiamente sfruttato e senza grandi potenzialità di crescita; che l'incremento delle biomasse (di tutti i tipi) va mantenuto all'interno di filiere corte se non vogliamo contraddire il principio di sostenibilità; che per la geotermia si pensa a come sfruttare le medie e le basse temperature; l'eolico e il fotovoltaico sono le fonti che offrono le maggiori potenzialità di sviluppo. Finora gli strali dei detrattori si sono appuntati sul vento, ma c'è da giurare che tra non molto anche il sole e le distese di pannelli solari (non belle e non a impatto zero) saranno denigrati, come già lo sono i piccoli impianti sui tetti dei nostri centri storici. Nonostante ciò resto convinta che la ricetta migliore sia prevedere un mix tra tutte le rinnovabili, promuovendole al massimo delle loro potenzialità, come fa il Piano energetico regionale. Ovviamente non potrà essere la Regione a realizzare gli impianti, visto che non è né un imprenditore, né un gestore. Il settore pubblico ha il dovere di scegliere e di orientare (e l'ha fatto) creando le condizioni (meno burocrazia, regole certe ed uniformi, maggiore velocità nelle procedure, più informazioni ai cittadini, verifiche preventive e controlli efficienti) per uno sviluppo sostenibile del settore energetico. Il mercato ora potrà e dovrà fare il resto. Per questo approveremo un Piano regolatore dell'eolico che indichi le zone più ventose e quelle dove sarà consigliabile installare i parchi eolici e proporremo ai Comuni di recepire nei loro strumenti urbanistici regole chiare e semplici per l'installazione dei piccoli e medi impianti sapendo che "alternativa", quando si parla di energia, è sinonimo di diffusione e autoproduzione. Nel frattempo favoriremo l'utilizzo massimo delle aree industriali e di quelle di scarso pregio, ma sarebbe altrettanto saggio non demonizzare pale e pannelli su ogni collina o in ogni valle. Nel caso di Scansano il parco eolico è stato realizzato al posto di una centrale elettrica e in un'area, la Maremma, dove da decenni le pale Vivarelli per il pompaggio dell'acqua fanno parte del paesaggio. Abbiamo domande presentate e procedure avviate per realizzare un'altra ventina di parchi eolici in molte province della Toscana, per una potenza da istallare di oltre 120 megawatt. Vogliamo rinunciarvi? Non ce lo possiamo permettere. Nell'attesa faremmo bene a ricorrere -- con le dovute cautele - ad Eolo, dio del vento e ad Apollo, dio del sole. A meno che per scaldarci e illuminare non vogliamo rimanere a Prometeo (che in tempi antichissimi pare avesse regalato agli uomini il fuoco) e alla sua fiaccola. Ma puntare sulle fonti fossili, esauribili e inquinanti, sarebbe miope e presto saremmo costretti, per l'occasione perduta, a mangiarci il fegato mentre, com'è noto, quello di Prometeo lo dilaniava un'aquila. Anna Rita Bramerini (Assessore all'energia e all'ambiente della Regione Toscana)