Ma a S.Domenico potrà nascere solo una residenza per anziani No allo sbancamento: lo ha deciso il gip I dubbi sulle autorizzazioni Il professor Mario Bigazzi potrà riprendere i lavori di costruzione della nuova struttura socio-sanitaria che sta sorgendo nel cantiere di San Domenico fermo da dicembre. Dovrà però attenersi ai permessi sinora rilasciati dal Comune, che consentono la realizzazione di una casa di riposo per anziani, e non potrà portare avanti il progetto del nuovo polo sanitario specialistico Prosperius, comprendente i reparti chirurgici attualmente ospitati a Villa Cherubini e le strutture per la riabilitazione, per il quale manca lautorizzazione. Né potrà realizzare lavori di sbancamento e sfoltimento della vegetazione. Lo ha stabilito il giudice delle indagini preliminari Rosario Lupo, accogliendo in parte le istanze di dissequestro presentate dagli avvocati Alessandro Traversi e Sara Gennai, difensori di Bigazzi, e Valerio Valignani, Benuccio Benucci e Duccio Traina, che assistono il costruttore Alessandro Piccioli. Bigazzi e Piccioli sono indagati per abusi edilizi e reati paesaggistici e ambientali insieme con due progettisti e con il titolare della ditta responsabile del colossale sbancamento che ha determinato il blocco dei lavori. Le indagini sono condotte dal Corpo Forestale. Nel suo provvedimento, il gip rileva che il consulente del pm Giulio Monferini (contrario al dissequestro) ha avanzato dubbi di legittimità sulle procedure di autorizzazione seguite dal Comune, in particolare riguardo al secondo permesso (del 2007), privo di nulla osta paesaggistico. Il che fa supporre che linchiesta potrebbe ulteriormente allargarsi. Per di più, prima di rilasciare il permesso di costruire del 2006 il Comune non ha ritenuto di dover valutare se sullarea gravasse il vincolo idrogeologico (e ciò appare come un ulteriore profilo di illegittimità). Il giudice sottolinea che lintervento che il professor Bigazzi vorrebbe realizzare è «di forte impatto ambientale, sia per le dimensioni che per la localizzazione». Il cantiere è ben visibile sulla sinistra prima della grande curva di San Domenico, alle pendici della collina di Fiesole: «una zona di alto pregio ambientale, tutelata da vincoli idrogeologici e paesaggistici». Qui è stato eseguito uno sbancamento così enorme che un tecnico comunale ha detto di non averne visto uno simile in 35 anni di carriera. Secondo le accuse, prima ancora di aver ottenuto lautorizzazione del Comune a realizzare non più una casa di riposo per anziani ma un ospedale privato, il professor Bigazzi ha mandato avanti i lavori per mettere lamministrazione davanti al fatto compiuto. Il grande sbancamento della collina sarebbe stato realizzato per trovare nuovi spazi per i parcheggi e gli impianti tecnici: nel progetto originale erano interrati, nella variante (ancora in attesa di approvazione) gli spazi sotto terra vengono invece destinati ad attività sanitarie. Le conclusioni del gip sono molto preoccupate. Se non possono essere ignorati gli interessi economici della proprietà, in questa vicenda non vi è stato da parte della amministrazione il rigore che sarebbe stato necessario, dato che lintervento è destinato ad avere un forte impatto su tutto il territorio circostante. Il primo progettista ha chiarito che limpatto ambientale di una casa di riposo per anziani è ben diverso - per rumori, trasporti, frequenza di presenze - rispetto a quello di un ospedale «dove vi è un intensissimo via vai». Non è chiaro se il Comune, cui compete la decisione sulla variante, si sia veramente posto il problema.
URBANISTICA-PAESAGGIO: FIRENZE: Nuovo Prosperius, ripartono i lavori
Il giudice delle indagini preliminari Rosario Lupo ha stabilito che il professor Mario Bigazzi potrà riprendere i lavori di costruzione della nuova struttura socio-sanitaria a San Domenico, ma solo se attiene ai permessi sinora rilasciati dal Comune. Il progetto originale prevedeva la realizzazione di una casa di riposo per anziani, ma Bigazzi ha deciso di realizzare un ospedale privato. Il grande sbancamento della collina è stato realizzato senza autorizzazione e ha determinato il blocco dei lavori. Il gip ha espresso preoccupazioni per l'impatto ambientale dell'intervento e ha sollevato dubbi sulla legittimità delle procedure di autorizzazione seguite dal Comune.
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