Le testimonianze In un caldo pomeriggio dagosto, la frescura della cattedrale è una delle principali attrazioni della città. I turisti arrivano come seguendo un miraggio. I più attenti sono gli stranieri, che paradossalmente sono anche più comprensivi. Christian e Gabriella Ploderer vengono da Vienna. Lei ha vissuto qui da bambina ed ora è tornata per far conoscere la città a suo figlio: «È un dispiacere vedere meraviglie come questa così trascurate. Da noi sono tenute molto meglio». «Si sa che in Italia - aggiunge il marito - i soldi non bastano, tanti sono i monumenti che avete». Lo sostiene anche Helda Hevinia, guida turistica russa che accompagna da anni i suoi connazionali alla scoperta di Palermo: «Labside rovinato dalla muffa era già stato restaurato pochi anni fa. Alcuni turisti notano questi danni, a volte mi chiedono il perché ma poi capiscono anche loro che se anche si volesse fare qualcosa, non si potrebbe. Palermo, come lItalia, ha un patrimonio sterminato. È il resto del mondo che dovrebbe darvi una mano. Da sola questa città non ce la farà mai». I Carpino, per esempio, sono arrivati da Siracusa per visitare la tomba di colui che qui fu vescovo tra il 67 e il 70, zio di Enrico, il capofamiglia: «Più che la muffa, abbiamo notato la sporcizia delle statue, nere - dice lui - chissà da quanti anni non le puliscono. E poi le scale che portano alla cappella dove è sepolto mio zio sono dissestate. Sua sorella, qualche anno fa, provò a offrirsi di pagare la loro riparazione ma fu bloccata dalla soprintendenza». Camille ed Emilie, francesi di Parigi, qualche perplessità ce lhanno: «La chiesa è davvero bella. Peccato che manchino cartelli e informazioni che spieghino cosa si sta guardando». Ma uno sguardo distratto non coglie il particolare in un edificio tanto imponente. «Non abbiamo notato nessun danno in particolare - dicono Antonio e Liliana, di Bari - faceva troppo caldo e così siamo entrati subito. Siamo rimasti cinque minuti e poi siamo usciti di nuovo». Marco Nigrelli, fiorentino, è rimasto contento della visita e non ha riserve: «La cattedrale è bella, pulita e ben tenuta». «Non abbiamo visto tracce di incuria - dicono Michele e Monica di Empoli. Ci hanno colpito di più gli edifici cadenti lungo corso Vittorio Emanuele». «A Natale - continua lui - sono stato a Napoli, in piena emergenza spazzatura, e non mi era sembrata così trascurata come Palermo».
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Il riassunto è il seguente:
La cattedrale di Palermo è una delle principali attrazioni della città, ma è stata trascurata nel tempo. I turisti arrivano per vedere la sua freschezza, ma alcuni notano danni come la muffa e la sporcizia delle statue. Alcuni hanno provato a pagare la riparazione delle scale, ma sono stati bloccati dalla soprintendenza. I turisti stranieri sono più comprensivi rispetto ai locali, che spesso non notano i danni. Alcuni visitatori hanno notato la mancanza di cartelli e informazioni che spiegino cosa si sta guardando, ma uno sguardo distratto non coglie il particolare in un edificio imponente. Altri visitatori hanno notato gli edifici cadenti lungo corso Vittorio Emanuele.
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