La palazzina della Noce abbandonata per dieci anni. Ora ci sono le impalcature Forse andrà in archivio limmagine di degrado e incuria che caratterizza da dieci anni villa Guarnaschelli alla Noce. Da più di un mese, infatti, sono state sistemate le impalcature attorno alla residenza liberty che fu del cavaliere Mimì Guarnaschelli, il colorito ex ufficiale che aprì per sei mesi un casinò a Taormina, poi chiuso dalle autorità, e che lottò fino allultimo perché fosse riaperto. La residenza, abbandonata dopo la sua morte e oggetto di un contenzioso per lassegnazione della proprietà fra la figlia del cavaliere, Mirta, e la seconda moglie, Mariella Internicola, dovrebbe tornare allantico splendore. Il condizionale è però dobbligo. Le impalcature erano già comparse più di un anno fa, su iniziativa della figlia che era riuscita anche a redigere un progetto, firmato dallarchitetto Renato Zanca, con studio a Roma. Il progetto, approvato dalla Sovrintendenza, prevede il mantenimento integrale del prospetto, con il recupero di tutte le parti architettoniche, la trasformazione del complesso in sei unità abitative e il ripristino del giardino. Mirta Guarnaschelli sperava di superare così limpasse giudiziario, a cui si aggiungeva anche il sequestro da parte del Nopa dei Vigili urbani e lintimazione ad effettuare i lavori di restauro. Ma le impalcature dopo qualche tempo sono sparite. Adesso, come dincanto, sono tornate, stavolta per iniziativa della seconda moglie. Ma non trapela nulla del progetto. Villa Guarnaschelli fu realizzata nei primi anni del Novecento, quando la Noce era una contrada famosa per la sua bellezza, al pari della vicina Olivuzza, meta di sovrani di tutta Europa, come il Kaiser Guglielmo e la granduchessa Olga di Russia. Il suo autore però rimane ignoto. Alcuni studiosi la attribuiscono a Ernesto Basile, il quale nel 1899 realizzò infatti la cappella Guarnaschelli. m.p.