"Al Carlo Felice niente invasioni di campo" La ricetta di Ferrazza: rispetto dei ruoli e alleanze con gli altri teatri Il commissario ha incontrato a Tursi il sindaco Vincenzi per il primo esame della situazione e diverrà operativo dalla fine del mese Il commissario straordinario incontra la Vincenzi e anticipa le proprie scelte: "Nessuna invasione di campo" Ufficialmente è stato solo «formale», ma lincontro fra il commissario straordinario del Carlo Felice, Giuseppe Ferrazza, e il sindaco Marta Vincenzi è durato unora abbondante, per illustrare la situazione delicatissima che sta vivendo il Teatro dellOpera genovese e per capire la linea guida con cui Ferrazza intende operare: «La cosa principale è che ognuno rispetti ruoli e competenze. Il sovrintendente deve fare il sovrintendente, il direttore artistico deve fare il direttore artistico, i sindacalisti devono fare i sindacalisti, il sindaco deve fare il sindaco». Il commissario comincerà a essere operativo dal 25 agosto, quando il teatro riaprirà dopo la pausa estiva. Ferrazza tornerà a Genova, lavorando ancora per un paio di mesi con lormai ex sovrintendente Di Benedetto, e non esclude sinergie con le altre realtà teatrali della città. Sarà stato anche solo un «incontro formale», come lo ha definito il commissario straordinario del Carlo Felice Giuseppe Ferrazza. Ma quello tra lui e il sindaco Marta Vincenzi a Palazzo Tursi è durato unora abbondante: tempo sufficiente perché la Vincenzi, presidente del disciolto consiglio damministrazione della Fondazione, possa spiegare a Ferrazza e al subcommissario Marco Amoruso la situazione delicatissima che sta vivendo il Teatro dellOpera genovese. Quando Ferrazza e Amoruso salutano il sindaco, accompagnato dal consigliere Luigi Picena, il commissario non si sottrae ad alcune domande sulla sua missione. Commissario Ferrazza, che impressione ha avuto da Genova? «Una ottima impressione. La città è molto bella e piacevole. La mia di oggi è stata però una visita formale, che non vuole entrare in profondità nei problemi del Carlo Felice. Che tra laltro sta per chiudere i battenti per la pausa estiva. Se ne comincerà a parlare il 25 agosto, quando alla riapertura del Teatro tornerò a Genova». Lei ha però avuto la possibilità di un primo esame della situazione. Ha già in mente qualche idea per intervenire? «Le idee le elaborerò e le illustrerò a partire da settembre. Per ora posso anticipare che la cosa principale è che al Carlo Felice ognuno abbia il proprio ruolo e rispetti le proprie competenze. Il sovrintendente deve fare il sovrintendente, il direttore artistico deve fare il direttore artistico, i sindacalisti devono fare i sindacalisti, il sindaco deve fare il sindaco». Però lei ha chiesto allex sovrintendente Gennaro Di Benedetto di restare un paio di mesi al suo fianco a darle una mano... «Mi sembra una cosa normale che al vertice del Teatro dellOpera ci sia un passaggio di consegne. Poi siamo tra persone civili, mi sembra naturale che tra me e Di Benedetto ci sia collaborazione in questi primi tempi. Se poi saranno due mesi o meno, lo vedremo in seguito». Ad aggravare la situazione già complessa è intervenuta anche la sentenza del Tribunale del Lavoro che ha condannato il Carlo Felice a far fronte al pagamento di oltre quattro miliardi per il fallito Fondo Pensioni. Lei cercherà di intervenire anche su questo fronte? «Lopera del commissario deve riguardare il panorama complessivo dei problemi che toccano il Teatro dellOpera. Il commissario non solo può, ma è obbligato a intervenire. So naturalmente che esiste questo problema, anche se ancora non ne conosco precisamente i termini. Esaminerò dunque la situazione e vedrò se e come sarà possibile intervenire». Certo è che lei deve intervenire in una realtà esplosiva... «È sicuramente una situazione difficile. Se poi sia esplosiva, vedremo. Le situazioni esplosive possono anche essere disinnescate ed impedire che esplodano davvero». Uno dei problemi del Carlo Felice, dice qualcuno, è che si tratta di un Teatro dellOpera sovradimensionato rispetto alle esigenze della città. Anche lei si è fatto questa idea? «A mio parere non esistono teatri sovradimensionati. Dipende solo da quello per cui si vogliono usare. Il Carlo Felice potrebbe ospitare anche manifestazioni teatrali o musicali non legate allopera lirica o alla musica sinfonica. Vedremo quali sono gli spazi percorribili». Si parla di possibili concentrazioni degli spazi teatrali a Genova. Anche il Carlo Felice farà parte di questa strategia? «Limportante mi sembra che ci siano importanti sinergie con gli altri teatri. Io ho buoni rapporti, per esempio, con Carlo Repetti dello Stabile e con Pina Rando dellArchivolto. Non ho dubbi che potremo lavorare bene insieme». La visita Unora di vertice con Di Benedetto Il secondo appuntamento della mattinata per il commissario Giuseppe Ferrazza e il subcommissario Marco Amoruso è stato con lex sovrintendente Gennaro Di Benedetto al Carlo Felice. Per la verità Ferrazza aveva chiesto un appuntamento anche al presidente della Regione Claudio Burlando, ma proprio da ieri Burlando era in ferie: «Ci conosceremo a settembre» ha commentato Ferrazza. Lincontro con Di Benedetto è durato poco meno di unora, il tempo per fare il punto della situazione e organizzare un calendario di massima per la ripresa dopo le ferie.
LIGURIA - TEATRI: Carlo Felice, le regole di Ferrazza
Il commissario straordinario del Carlo Felice, Giuseppe Ferrazza, ha incontrato il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, per discutere della situazione delicatissima che sta vivendo il Teatro dellOpera genovese. Ferrazza ha sottolineato l'importanza di rispettare i ruoli e le competenze di ciascuno, in modo da evitare conflitti e garantire la stabilità dell'istituzione. Il commissario ha anche menzionato la sentenza del Tribunale del Lavoro che ha condannato il Carlo Felice a far fronte al pagamento di oltre quattro miliardi per il fallito Fondo Pensioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo