L'associazione del patrimonio artistico è critica sulla realizzazione delle scale a ponente del cortile La soprintendente ai beni architettonici Paola Grifoni: «È l'unico posto dove potevano essere fatte» È un'estate al cardiopalma per il progetto dei Nuovi Uffizi, partito in ritardo con diversi mesi rispetto all'inizio dei lavori stabilito, ma poi andato avanti con una certa regolarità. Fino a ieri almeno. Quando è giunta la notizia della richiesta di una pausa da parte di Italia Nostra ai responsabili del progetto. Dopo un sopralluogo nei cantieri effettuato il 29 luglio, tra gli altri anche dal presidente di Italia Nostra Giovanni Losavio, l'associazione per la tutela del patrimonio artistico fa appello ai responsabili del progetto «di fermarsi per il tempo necessario a riflettere sulle sue possibili revisioni e miglioramenti». Nel mirino i collegamenti verticali previsti all'interno del cortile della zona di ponente. «Le opere compiute possono essere utilizzate per una soluzione leggera di scala autonoma e autosufficiente, idonea a evitare la trasformazione del cortile in uno spazio coperto intorno all'edificio », si legge in una nota dell'associazione. Tre in particolare i punti critici: due riguardano i blocchi dei nuovi collegamenti delle scale e degli ascensori (uno nel cortile dell'ala di ponente dietro la Loggia dei Lanzi, l'altro nell'ala di levante, nella navata della chiesa romanica di San Pier Scheraggio), l'altro è la chiusura del vicolo dell'Oro per creare un collegamento tra il corpo degli Uffizi e il salone espositivo sotto la biblioteca Magliabechiana. «Quel passaggio divide in due il vicolo medievale», continua la nota. Immediata la risposta della soprintendente ai beni architettonici di Firenze Paola Grifoni: «Quel vicolo è sempre stato diviso in due. Il punto è o si vogliono gli Uffizi ampliati con adeguamenti funzionali e impiantistici oppure no». E aggiunge: «A Italia Nostra abbiamo già spiegato durante il sopralluogo i motivi e le scelte delle destinazioni, vedremo di dare ulteriori e adeguati chiarimenti appena possibile. Il punto è che non ci sono altre destinazioni. Cercheremo di limare alcuni punti,male scale restano lì perché era l'unico posto dove si potevano fare». Aperture ci sono invece per quanto riguarda la chiusura del vicolo dell'Oro. «Da un punto di vista estetico e funzionale è la parte più suscettibile di variazioni - continua Grifoni - non sarà murato e verrà rimesso in collegamento ». Ma di ripensare il progetto non se ne parla. «Oltretutto è stato valutato e approvato da una commissione che ha riunito personaggi autorevolissimi in materia, tra cui l'ex soprintendente al Polo museale Antonio Paolucci ».Non si sbilancia il direttore degli Uffizi Antonio Natali: «Quello di Italia Nostra è un punto di vista che riguarda le mie competenze solo perché ritarderà i lavori».