A RISCHIO LA FUNZIONALITA' DELL'AMMINISTRAZIONE ROMA (ANSA) - ROMA, 6 AGO - Giusto risparmiare, certo. Ma la scure che si è abbattuta sui beni culturali con la manovra varata dal governo "é particolarmente grave e preoccupante, anche perché manca un piano per uscire dalla crisi." Arriva dal presidente del consiglio superiore dei beni culturali Salvatore Settis il nuovo allarme sui conti della cultura. E il rischio più pesante, avverte, "riguarda la funzionalità dell'amministrazione". Le cifre rese note ieri, con tagli che raggiungono nel triennio 2009-2011 1 miliardo e 377 milioni di euro, erano del resto già state anticipate, qualche settimana fa, proprio dal direttore della Normale di Pisa in un lungo e preoccupato intervento pubblicato su Il Sole24Ore. Preoccupazione che oggi Settis ribadisce: 'Ho apprezzato l'articolo che il ministro Bondi ha scritto domenica scorsa su Il Giornale - dice - ma non riesco a condividere il suo ottimismo e spero ancora che almeno una parte di queste riduzioni si possano rivedere, magari a settembre". Tutta ancora ancora da chiarire, spiega il professore, è la possibilità di un più forte ricorso ai privati, più volte invocata dal ministro Bondi: "Quando vedrò arrivare questi soldi sarò contento - commenta Settis - ma purtroppo mi sembra ben difficile che i privati possano arrivare con propri fondi a rimediare a un buco di un miliardo di euro dell'amministrazione, sinceramente non so ancora cosa abbia in mente il ministro, può essere ci sia una strategia, ma io ancora non la conosco". Quello che è certo, prosegue, è che se i soldi rimangono questi la situazione è più che critica: "ci fossere per esempio bisogno di attività urgenti di restauro non si saprebbe dove prendere i soldi", perché se è facile che i privati intervangano nel caso di monumenti molto noti, non è così per i tanti meno famosi. Il problema "é nel complesso", ripete Settis, e parte anche dalla drammatica urgenza di turn over del ministero di Via del Collegio Romano "abbiamo un'età media che va verso i 60 anni, bisognerà fare centinaia di assunzioni, ma come se i soldi non ci sono? ". E ancora: il nuovo codice dei beni culturali affida alle soprintendenze anche nuovi e importanti compiti per la tutela del paesaggio, "ma quali sopralluoghi saranno mai possibili, se non ci saranno nemmeno più i soldi della benzina?". Quella del paesaggio, del resto, fa notare Settis, è una questione emblematica: "La precedente amministrazione aveva stanziato 45 milioni di euro in tre anni per abbattere gli ecomostri, in realtà poca cosa, poco più di un segnale simbolico, ma tagliare anche questo poco è un segno grave". A dimostrarlo, anche quello che su questo tema sta scrivendo la stampa estera: "proprio ieri c'era un articolo sul Deutsche Zeitung - conclude Settis - si diceva che Berlusconi ha tagliato i fondi per il paesaggio a vantaggio dell'abbattimento dell'Ici e l'articolista concludeva dicendo che si era data soddisfazione all'egoismo del singolo contro gli interessi dell'intera comunità". (ANSA). LB S0A QBXB
BENI CULTURALI: SETTIS, PREOCCUPANO TAGLI SENZA PIANO
Il presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, Salvatore Settis, ha espresso preoccupazione per la situazione finanziaria dell'amministrazione dei beni culturali, che rischia di compromettere la sua funzionalità. I tagli previsti nel triennio 2009-2011 raggiungono 1 miliardo e 377 milioni di euro, e Settis teme che la mancanza di fondi possa portare a una crisi. Ha anche espresso preoccupazione per la possibilità di ricorrere ai privati per coprire i costi, poiché non è chiaro come si possa raggiungere un miliardo di euro con i fondi disponibili.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo