Tagli ai fondi delle soprintendenze toscane. Un ulteriore giro di vite imposto dal ministero dei Beni culturali, dopo ladozione e pubblicazione dei programmi di ogni istituto per il 2008, che ha costretto i vari funzionari a restrizioni tra il 10- 25. Il regime di restrizioni ha costretto i vari funzionari a revisioni e risparmi su tutti gli interventi previsti. «Le riduzioni sono state concordate con le varie soprintendenze, con quella archeologica che copre tutta la Toscana, con quelle architettoniche e dei beni artistici e storici di Lucca, Siena, Pisa, Arezzo e Firenze - spiega il direttore generale dei Beni culturali per la toscana Mario Lolli Ghetti - escluso il Polo museale fiorentino che è autonomo. Abbiamo cercato di adottare restrizioni che non fossero troppo punitive. Gran parte degli interventi sono stati ridotti del 10, altri in modo più consistente. Ad esempio il Museo archeologico di Firenze che aveva in programma lavori per 700mila euro, ne avrà 513mila; i musei di Arezzo da 200mila euro sono scesi a 150mila, in Lucchesia per la Pieve a Casola e per lAbbazia di Aulla sono stati fatti lavori rispettivamente per 200mila di euro invece ne avranno 140 mila e gli altri denari li avranno il prossimo anno». La scure si abbatte su tutti gli interventi di manutenzione ordinaria (restauri, tagli di alberature nei giardini, impianti di sicurezza, ecc.) e su quelli di pronto intervento, o urgenza, già realizzati si immobili statali e non (ad esempio le chiese) che, spiega il direttore «in pratica si mangiano tutti i finanziamenti dei programmi, a scapito di nuovi progetti scientifici che non riusciamo a fare». In sostanza i tagli complessivi hanno così ridotto le cifre del 2008: per le sovrintendenze architettoniche da 4.376.000 si passa a 3.922.000 euro, per i beni storico-artistici da 1.211.00 a 1.085 milioni e per il patrimonio archeologico da 2.095.000 a 1.868.000 euro.