Per i beni culturali non si fa ancora abbastanza e i paesi membri dell'Unione europea dovrebbero avere come "compito prioritario" di favorire le iniziative tese al restauro e alla valorizzazione turistica dei luoghi del patrimonio mondiale. E' un appello accorato quello rivolto oggi dalla responsabile per l'Educazione e la cultura della Commissione europea, Viviane Reding, nel corso del suo intervento al 'Forum sulle citta' del patrimonio mondiale' organizzato a Lussemburgo dall'Unesco. Sull'argomento, sostiene la Reding, vanno stimolate di piu' e meglio "sia le autorita' pubbliche che le associazioni private". Se l'azione comunitaria e' infatti "ben giustificata", sottolinea la commissaria Ue, "in virtu' del principio di sussidiarieta' e' compito prioritario degli stati membri di vigilare sulla salvaguardia del loro patrimonio". La tematica delle opportunita' e dei rischi legati alla valorizzazione turistica dei beni e' stata affrontata anche dal sottosegretario italiano per i Beni e le attivita' culturali Nicola Bono, secondo cui "e' altrettanto importante che un cosi' vasto patrimonio culturale offra ricadute economiche e sociali". A titolo di esempio Bono ha citato il caso dei 'Sistemi turistici locali' previsti dalla legge-quadro sul turismo. Si tratta - ha spiegato - di societa' di capitali miste, pubblico-private, che hanno per scopo proprio l'individuazione e promozione del "prodotto turistico locale". (ANSA). KSQ