«Sarebbe opportuno subordinare alla cultura ed agli interessi della collettività i desideri di avere sedi amministrative prestigiose. Il nostro grande desiderio è che il Palazzo Reale di Napoli abbia un assetto tale da riuscire a polarizzare l'attenzione non solo dei nostri concittadini, ma della cultura nazionale e internazionale». Così sottolinea la Rsu della Biblioteca Nazionale di Napoli, in una lettera inviata ieri all'avvocato Gerardo Marotta, nella quale si esprime «vivo apprezzamento per l'operato» del fondatore dell'Istituto italiano per gli Studi Filosofici, «che coordinando anche altri esponenti della cultura napoletana, sta contribuendo in modo determinante a scongiurare che vengano sottratti alla Bibilioteca Nazionale, e quindi alla pubblica fruizione, parte dei locali dell'Istituto». «La sensibilità mostrata - prosegue la lettera - che scaturisce anche dalla grande competenza e conoscenza delle problematiche connesse al patrimonio librario, purtroppo non appartiene anche ad alcuni alti esponenti della burocrazia del nostro Ministero, sebbene preposti alla guida di alcuni settori che ci riguardano specificamente». Proprio in questi giorni, denuncia la Rsu, «alcuni locali di Palazzo Reale (l'appartamento del Ciambellano) sono stati occupati da nuovi uffici amministrativi pertinenti alla Soprintendenza regionale. Pur comprendendo il desiderio di avere sedi prestigiose per i propri uffici, rammentiamo ai nostri dirigenti che il nostro primo obiettivo è quello di migliorare gli standards di pubblica fruizione del nostro patrimonio».
NAPOLI - biblioteca nazionale e istituto italiano per gli studi filosofici
La Rsu della Biblioteca Nazionale di Napoli ha inviato una lettera all'avvocato Gerardo Marotta, esprimendo apprezzamento per il suo lavoro nel scongiurare che vengano sottratti alla biblioteca parte dei locali dell'Istituto italiano per gli Studi Filosofici. La lettera sottolinea la sensibilità mostrata da Marotta, che è anche competente nelle problematiche connesse al patrimonio librario. Inoltre, la biblioteca denuncia che alcuni locali di Palazzo Reale sono stati occupati da nuovi uffici amministrativi pertinenti alla Soprintendenza regionale, pur comprendendo il desiderio di avere sedi prestigiose per i propri uffici.
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