Secondo l'opposizione è necessario rivedere tutti i dati e negare anche altre costruzioni Tre giorni dopo la maggioranza, anche l'Ulivo-Pd richiede un consiglio comunale straordinario sull'urbanistica. Ma con alcune precisazioni rispetto alla richiesta presentata dal fronte avverso, che, secondo l'opposizione, verte su temi troppo generici con il rischio di non entrare nel merito della questione. Critiche anche alla soluzione che prevede lo stop all'edilizia residenziale: secondo il centrosinistra non basterà. Nel mirino restano gli sforamenti delle metrature a disposizione per le nuove costruzioni, contenute nel piano strutturale e suddivise per Utoe. Una situazione che rischia di avere gravi conseguenze per i cittadini, ma anche per le casse comunali, nel caso in cui partisse una raffica di ricorsi con il bilancio. Che a quel punto verrebbe esposto non solo ai mancati oneri di urbanizzazione, ma anche alle azioni risarcitorie. «Siamo ai confini della regolarità - spiega Andrea Tagliasacchi - La questione emerge solo dopo un anno di insediamento di questa amministrazione, mentre noi avevamo già posto il problema il 27 novembre, con un'interpellanza dei consiglieri Marchini e Mammini». Alessandro Tambellini elenca le domande alle quali l'amministrazione dovrà rispondere: «Ci chiediamo se la giunta si renda conto che piano strutturale e regolamento urbanistico non coincidono. Si è parlato di mettere mano nuovamente al piano strutturale, ma questo non un è documento solamente comunale. È un quadro di indirizzo territoriale più ampio, che coinvolge Provincia e Regione. È fondamentale prendersi un momento di pausa e quindi rivedere integralmente, su basi serie, il regolamento urbanistico». L'altro punto riguarda la data dalla quale si devono cominciare a valutare le quantità edificate in più. Se dal 2001, quando fu approvato il piano strutturale; dal 2002, quando il regolamento urbanistico è stato adottato; oppure dal 2004 quando è stato approvato. In più si richiedono anche i dati relativi alle quantità costruite relative ai settori produttivo e terziario. «Questo problema - prosegue Tambellini - non è sorto all'improvviso, ma era il punto centrale del nostro ricorso al Tar ma con tutto quel che è successo in questi anni. Tra serre a San Macario e colate di cemento in viale Luporini è stato fatto di tutto e di più». Circa la possibilità di procedere con la soluzione-tampone per evitare la revoca di permessi a costruire già rilasciati, Celestino Marchini è piuttosto scettico: «Se i dati che ci hanno fornito sono attendibili e aggiornati, rimangono in tutto 156mila metri quadri a disposizione per nuovi immobili a destinazione residenziale. In questi sarebbe compresa l'area del Parco est, attualmente vincolata, che stimiamo di circa 170mila metri quadri». L'ultimo punto riguarda invece la questione sull'ubicazione del nuovo ospedale. «Rispetto agli impegni assunti in campagna elettorale - dice Tagliasacchi - abbiamo sottoscritto un ordine del giorno unitario insieme alla maggioranza in cui si richiede al sindaco e alla giunta di rispettare l'impegno di spostare la localizzazione da San Filippo. In un anno però non è stato fatto niente di concreto per presentare una proposta alternativa credibile. Per questo riteniamo strumentale che le forze politiche di maggioranza raccolgano firme contro il nuovo ospedale. Il tempo continua a passare e siamo al punto di partenza. Così rischiamo di pregiudicare la costruzione del nuovo ospedale e il futuro della sanità lucchese». Alessandro Tambellini si chiede infine se Maurizio Dinelli e Giuliana Baudone nel 2002 votarono la delibera regionale 202, in cui si dava il via libera all'ospedale di Lucca precisando che sarebbe stato finanziato con la dismissione del precedente. «Inoltre ricordo al centrodestra - conclude - che nel 2002 aveva una maggioranza talmente blindata che, se avesse voluto opporsi al nuovo ospedale, sarebbe bastato votare no in consiglio».
LUCCA. CEMENTO: L'Ulivo: per evitare il disastro non basta lo stop alle case
La maggioranza ha richiesto un consiglio comunale straordinario sull'urbanistica, ma con alcune precisazioni rispetto alla richiesta del fronte avverso. La soluzione proposta prevede lo stop all'edilizia residenziale, ma secondo il centrosinistra non basterà. La questione riguarda gli sforamenti delle metrature a disposizione per le nuove costruzioni, contenute nel piano strutturale e suddivise per Utoe. La maggioranza ha anche richiesto di procedere con la soluzione-tampone per evitare la revoca di permessi a costruire già rilasciati, ma il fronte avverso è scettico sulla possibilità di procedere con questa soluzione.
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