Per edificare 2366 metri cubi sull'area ristretta di 1939 metri quadrati al Polirolo, sul fronte di via Libertà a Casnedo, una zona panoramica collocata in posizione mozzafiato sulla verticale di Villa d'Este, è necessario sfruttare al massimo ogni centimetro e con lo scopo di evitare cedimenti delle aree sovrastanti si dovrà procedere alla costruzione di una «berlinese» con 66 tiranti CERNOBBIO Per edificare 2366 metri cubi sull'area ristretta di 1939 metri quadrati al Polirolo, sul fronte di via Libertà a Casnedo, una zona panoramica collocata in posizione mozzafiato sulla verticale di Villa d'Este, è necessario sfruttare al massimo ogni centimetro e con lo scopo di evitare cedimenti delle aree sovrastanti si dovrà procedere alla costruzione di una «berlinese» con 66 tiranti. Un'opera di notevole impegno che richiederà, presumibilmente, più di un anno di chiusura al traffico della via Monte Grappa, una strada alternativa a un considerevole tratto di via Libertà che unisce il centro con Rovenna e il monte Bisbino. Attorno a questi temi, che stanno surriscaldando l'estate cernobbiese, ci sono di mezzo una petizione firmata da una cinquantina di residenti depositata in comune dall'architetto Davide Mantero e un'interrogazione fatta protocollare dalla capogruppo della minoranza Irene Fossati. Alla prima l'assessore all'urbanistica Paola Calafiore ha dato una risposta nel corso di un incontro avvenuto all'ufficio tecnico, mentre la seconda verrà discussa in consiglio comunale nella seduta convocata per domani. La petizione punta l'indice soprattutto «sulla chiusura di una strada pubblica per soddisfare un'esigenza privata, con una serie di implicazioni collegate ai disagi che dovranno sostenere per lungo tempo i residenti e alla sicurezza in caso di emergenze, l'interrogazione spazia anche sul progetto in generale e sull'entità dei corrispettivi che dovranno essere versati dalla società costruttrice del complesso immobiliare a fronte del disagio e dell'occupazione del suolo pubblico. Per la costruzione della «berlinese», un sistema di pali di cemento lunghi una ventina di metri conficcati trasversalmente nel terreno e collegati a dei tiranti in modo da sostenere la parete strapiombante, c'è una richiesta del 4 giugno 2008 da parte della «Villa Eros Srl». Parere favorevole dell'ufficio di polizia locale, mentre l'ufficio ragioneria aveva effettuato il calcolo del canone per l'occupazione del suolo pubblico per un anno e del sottosuolo per 4 anni quantificando l'importo in 9486 euro. In merito alle richieste, l'amministrazione non ha ancora rilasciato le definitive autorizzazioni, ma a provocare la petizione e l'interrogazione, entrambe accompagnate da critiche e discussioni, è stata determinante la pubblicazione della delibera votata all'unanimità dalla giunta, presenti tutti i componenti, con la quale viene espresso parere favorevole a un «atto di indirizzo». Nel documento viene evidenziato che lungo la via Monte Grappa, chiusa al traffico, verrebbe lasciato un passaggio pedonale di un metro, che la società Villa Eros a garanzia delle operazioni dovrebbe prestare una fidejussione bancaria o assicurativa di 120mila euro da estinguere a opera finita e che la stessa ditta oltre a versare il canone per l'occupazione del suolo pubblico sarà tenuta a asfaltare a sue spese la via alla Valle tra via Noseda e via Armée, opera quantificabile in circa 11mila euro. «Prima di prendere decisioni in merito alla chiusura prolungata della strada ? scrive Davide Mantero nella nota che accompagna la petizione ? dovrebbero essere consultati i cittadini per i disagi e i pericoli che derivano. Penso agli accessi di mezzi di soccorso quali ambulanze e vigili del fuoco, ma anche a una possibile interruzione di via Libertà come era accaduto per il cedimento del tornante qualche anno fa alla Serenella. In tal caso Rovenna e il resto del territorio rimarrebbero isolati». L'assessore Paola Calafiore risponde che «al momento c'è soltanto un atto di indirizzo, che i pronunciamenti della polizia locale e dell'ufficio tecnico sono datati e dovranno essere riesaminati e in ogni caso gli interessi dei cittadini residenti verranno salvaguardati». Come a dire, calma e gesso, nessuna vera decisione è stata presa. Marco Luppi. Volumetrie da record «Sarà bella» CERNOBBIO (M.L.) Costruire un metro cubo e mezzo di cemento su un solo metro quadrato di terreno a cento metri in linea d'aria dalle mitiche fortificazioni fatte erigere dalla consorte del generale di Napoleone Domenico Pino nel parco di Villa d'Este, è possibile? Si, in base al piano regolatore, tuttora vigente, approvato dall'amministrazione Isola che aveva dato luogo nel 1998 alle clamorose dimissioni dell'allora vice-sindaco Irene Fossati. Le conseguenze su alcune aree privilegiate, tra le quali quella del Polirolo, si vedono a distanza di anni, seppur con una limitazione perseguita dall'amministrazione Saladini. Nella sostanza, al posto degli originari 2909 metri cubi se ne costruiranno 2366, sulla base di un progetto elaborato dall'architetto Mario Margheritis. Il professionista comasco, già allievo di Marco Zanuso, ha costruito immobili di prestigio in Francia, Corsica, negli Usa, in Russia e ha lavorato perfino a Las Vegas, San Pietroburgo e Mosca. «Quella che mi appresto a affrontare a Cernobbio ? dice ? è una sorta di sfida. Voglio dimostrare come su un'area limitata, nel rispetto delle regole sancite dallo strumento urbanistico, si possa edificare un immobile che per linea architettonica, disposizione, caratteristiche strutturali, possa risultare ben inserito nel paesaggio, allineato alle costruzioni esistenti, tale da contribuire all'abbellimento del colle. Un modulo che potrà rappresentare una sorta di esempio».