Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha confermato il pregio artistico e storico dei reperti recuperati nel novembre 2007 dai Carabinieri della Compagnia di Avellino e della stazione di Serino. I reperti rinvenuti all'interno di un laboratorio di restauro erano accuratamente nascosti proprio per evitare che fossero scoperti dalle Forze dell'Ordine. La cura nella perquisizione e la caparbietà nel seguire l'intuito permise ai Carabinieri di rinvenire un borsone contenente numerosi oggetti che oggi la Soprintendenza ha definito "di particolare valenza archeologica e di elevato pregio artistico riferibili alle cosiddette figure rosse di produzione italiota inquadrabili nel IV sec. A.C.". I reperti di rarissima bellezza e pregevole fattura, da un primo accertamento, sembrerebbero provenire dall'antica Apulia (attuale Puglia). Il recupero, frutto di accurate e delicate indagini, consentì di sequestrare dei crateri e dei vasi apuli risalenti all'epoca ellenica, finemente decorati con figure mitologiche greche. L'importante rinvenimento conferma la pista seguita dagli inquirenti in merito ad un importante flusso illegale di beni archeologici ed apre naturalmente profonde preoccupazioni sui traffici illeciti che attraversano l'Irpinia. Dalla relazione del Ministero emerge che i reperti consistono in anfore, brocche, sicule e crateri, la cui vendita è assolutamente proibita in quanto beni dello Stato. Sul mercato clandestino dei beni archeologici, invece, la vendita di questi preziosissimi oggetti avrebbe potuto fruttare diverse centinaia di migliaia di euro. Soddisfazione per l'operazione dei Carabinieri stanno giungendo da diversi organi istituzionali dello Stato.