Inchieste Due giornalisti ricostruiscono gli interessi trasversali che cambiano volto alla regione Nel capitolo dedicato a Finale Ligure c' è una frase che dà il senso: «Alla prossima tornata elettorale si invertiranno le parti e il gioco ricomincerà». Certo, è uno di quei tormentoni che fanno storcere il naso ai teorici dell' anti-casta, a quelli che basta con i dipietristi d' accatto. Eppure Il partito del cemento è un libro che piacerebbe anche a loro. Scritto da Ferruccio Sansa e Marco Preve, giornalisti de Il Secolo XIX e Repubblica, non si basa solo su carte giudiziarie. È una vera inchiesta, che collega fatti, tira fili, per arrivare a dipingere un quadro dove nessuno, ma proprio nessuno è innocente. Tutti coinvolti, in questa assurda corsa al cemento che rischia di devastare una delle regioni più belle d' Italia, la Liguria. Tre milioni di metri cubi di cemento sono in arrivo, e se non c' è più spazio in terra, costruiamo in mare. Porti e porticcioli turistici, in pochi anni il Ponente - ma anche il Levante non scherza - diventerà il buen retiro dei natanti di mezza Italia e mezza Francia, quella che rifiuta di costruire sulle sue coste, tanto a poca distanza c' è chi lo fa anche per lei. La tesi dei due autori è che la Liguria sia una sorta di miniatura italiana, dove la commistione di interessi che sottomette l' interesse pubblico a quello privato ha assunto una dimensione transpartitica. A farne le spese, ovviamente, sono coste, colline e cittadini. Il partito del cemento sta diventando una sorta di convitato di pietra a casa propria. A Genova e dintorni è il libro più venduto, nella sua meticolosità elenca una lunga serie di notabili liguri, sempre i soliti, in quasi ogni caso di cementificazione citato. Eppure è stato avvolto da una nube di silenzio. Come se quello che raccontasse, la convergenza di interessi ai più alti livelli, gli amorosi sensi tra Claudio Burlando, presidente della Regione, e Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico e sovrano della provincia di Imperia, l' assoluta mancanza di regole che in fondo va bene a tutti, fosse fiction, e non una denuncia alla quale almeno la decenza consiglierebbe una risposta da parte delle persone tirate in ballo. Preve e Sansa sono liguri, e questo conta. Non per mero antropologismo, ma perché parlano di un mondo che conoscono, e amano. E fanno emergere quello che non c' è più, o sta scomparendo. L' incanto delle terre di Ponente raccontato da Francesco Biamonti, la Sanremo che tanto piaceva a Italo Calvino, quella Bocca di Magra che in virtù della sua bellezza divenne crocevia di scrittori e intellettuali. Il meglio del libro è in questa sovrapposizione, tra un presente fatto di piani regolatori decisi e cambiati nel giro di una cena, e un passato del quale esiste ancora qualche reperto, che andrebbe conservato con cura, nell' interesse di tutti. Così, pare di capire, non è: avanti con il cemento. Libro bello e triste, da leggere come un giallo, sapendo che i colpevoli sono come il maggiordomo, sempre i soliti noti. Soltanto che qui, purtroppo, non si tratta di fiction. Pagina 34
Mare, sole e cemento: il partito edilizio ligure
Il libro "Il partito del cemento" è un'inchiesta scritta da Ferruccio Sansa e Marco Preve, due giornalisti liguri, che esplora gli interessi trasversali che hanno cambiato volto alla regione della Liguria. I due autori hanno condotto un'indagine approfondita, collegando fatti e tirando fili per arrivare a un quadro dove nessuno è innocente. La tesi del libro è che la Liguria sia una regione dove la commistione di interessi privati e pubblici ha assunto una dimensione transpartitica, a scapito delle coste, colline e cittadini. Il libro elenca una serie di notabili liguri coinvolti in progetti di cementificazione, ma è stato avvolto da un silenzio generale.
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