L'apertura dell'Antiquarium di Casteltermini è un prezioso esempio di proficua collaborazione tra istituzioni, associazioni locali e privati. Lo ha affermato il Soprintendente ai Beni Culturali di Agrigento Gabriella Costantino durante la cerimonia di inaugurazione delle sale espositive appena allestite. «Per noi - ha sostenuto il dirigente regionale - è il raggiungimento di un obiettivo che è quello della contestualizzazione dei beni culturali nel territorio di provenienza. Ed in questo senso è un primo punto di arrivo di un percorso che parte dalla conoscenza dei beni nel territorio per arrivare alla loro fruizione attraverso lo studio ed il recupero, ma al tempo stesso costituisce il punto di partenza per una riflessione che ci porti a capire cosa dobbiamo fare per il futuro. In particolare penso che si debba tornare ad investire sulle campagne di scavo per trovare nuove testimonianze che possano darci ulteriori spunti di studio. Se quarant' anni addietro il professor Ernesto De Miro non avesse eseguito delle campagne di scavi a Milena, estendendole poi fino a Casteltermini, oggi non avremmo avuto l'antiquarium». - Casteltermini offre anche altri spunti per uno studio approfondito «Certo, la Soprintendenza ha già avviato un percorso che non interessa soltanto il campo archeologico, ma anche il recupero di opere d'arte ed i lavori di recupero della miniera Cozzo Disi che insieme ad altre miniere potrebbe dar vita ad interessanti itinerari sulla via degli zolfi che non interessa soltanto i tempi recenti ma un lasso di tempo enormemente più lungo che parte dalla preistoria per arrivare ai nostri giorni». -Questo in attuazione della legge istitutiva della Soprintendenza unica «Si, anche se si tratta di una legge che non è stata applicata fino in fondo con l'assunzione del personale qualificato. La Soprintendenza unica è come un ospedale che senza medici specializzati non può funzionare: allo stesso modo se non c'è il personale che sa operare nei vari settori (archeologico, paesaggistico, bibliotecario, iconografico, eccetera) è difficile operare efficacemente sul territorio».