La Basilica di Superga senza clamori, ha surclassato la Reggia di Venaria e le altre dimore reali. Dopo quindici anni di restauri, finanziati da Stato, Regione, Comune e Compagnia di Sanpaolo, è la prima residenza sabauda che ai beni monumentali aggiunge servizi integrati d'ospitalità. Le opere di recupero, affidate dai Soprintendenti Lino Malara e Francesco Pernice al coordinamento dall'architetto Valerio Corino, l'hanno completata di «book-shop» e «caffetteria», prossima a trasformarsi in ristorante tipico. Ma offrono anche un ostello per 50 giovani e soprattutto 40 posti letto, allestiti in camere degne di un «hotel di charme». Sono dotate di mobili e quadri d'antiquariato e vengono proposte a prezzi sorprendenti: 25 euro per persona, al giorno, prima colazione compresa, scontabili a 10 euro per i bambini. I 180 mila turisti che ogni anno salgono a Superga, se lo desiderano, hanno già la possibilità di passare 24 ore filate sul colle dal quale Jean-Jacques Rousseau ammirò «il più bel panorama d'Europa». La visita alle tombe dei Savoia, alla Basilica, alla sua cupola e al «Museo del Grande Torino», a marzo sarà arricchita dall'apertura degli appartamenti reali, in una cornice di bellezze naturali che offre una romantica occasione residenziale, per turisti, coppie in viaggio di nozze, famiglie con bambini e uomini d'affari. Per prenotare un soggiorno basta telefonare al numero 0118980083. I padri «Servi di Maria», che da secoli custodiscono la Basilica, aprono le loro porte a tutti, credenti e no. «Offriamo un'ospitalità - nota padre Benedetto Marengo, già priore della Basilica - in linea con la tradizione d'accoglienza conventuale. Nessuno dei nostri ospiti deve sentirsi vincolato a obblighi religiosi, chiediamo tuttavia a tutti il rispetto del luogo». E' una proposta turistica per chi ama la quiete, le bellezze dell'arte e la natura. Bisogna ricordarsi che non si entra in un normale «hotel», ma in un bene monumentale, organizzato per coinvolgere il pubblico nelle sue atmosfere. Appena si varca la soglia, a fianco del colonnato della Basilica, s'intravede il bel chiostro dello Juvarra. Qui Padre Marengo fa gli onori di casa. Conduce agli appartamenti della «foresteria», al secondo e al quarto piano. Un ascensore, in grado d'accogliere anche disabili, raggiunge un luminoso corridoio, con vista sulla collina. La camera matrimoniale assegnata è di ricca semplicità. Misura sei metri per cinque, con pavimenti in palchetto e spettacolare soffitto a cassettoni. La finestra guarda sul panorama. Il letto ha testata in stile. Da una parete occhieggia il ritratto di un re sabaudo. C'è anche un tavolino barocco. Volendo ne esiste un'altra gemella, che aggiunge due eleganti letti da bambino. Tutte le camere, con guardaroba d'epoca nell'antibagno, hanno bagni modernissimi, d'encomiabile pulizia. Mentre per chi ha minori esigenze di spazio sono pronte camere singole, più monastiche, ma comunque impeccabili. La prima colazione, a base di caffè, tè, latte, marmellate e frutta, è servita al piano nobile del chiostro. Una delle sue gallerie monumentali è diventata sala da pranzo, con vista sulla cupola della Basilica. Ritratti di Papi e Re, frammisti a tele con paesaggi secenteschi, sbirciano i commensali, che da lì a breve raggiungeranno i non residenti, in attesa di visita guidata al complesso monumentale. C'è chi vorrebbe puntare subito alle tombe dei Savoia, ma il percorso parte dalla «Sala dei Papi», così denominata perché è tappezzata dai dipinti di tutti i pontefici. E' l'unica collezione del genere esistente al mondo, tanto unica che alla fine dell'Ottocento servì come memoria storica, per riprodurre le sembianze dei Papi sui mosaici che sostituirono quelli bruciati nel rogo della Basilica romana di San Paolo «fuori le mura». All'uscita dalla sala si scoprono altre due curiosità fresche di restauro: una fontana interna, d'epoca barocca, arricchita da] busto di Re Umberto I, più il carro-pompa antincendio che proteggeva la Basilica nell'Ottocento. Di qui, da marzo, si raggiungeranno gli appartamenti reali: sei salette, con una piccola, ma preziosa collezione. LA BASILICA DI JUVARRA LA CAMERA La basilica di Superga sorge nel punto dove alla fine del Seicento esisteva già una cappella dedicata alla Madonna, costruita nel 1461. Qui il 2 settembre 1706, mentre era in corso l'assedio dei francesi alla città di Torino, si diedero appuntamento Re Vittorio Amedeo II e il Principe Eugenio di Savoia, per decidere come sbaragliare il nemico. In quell'occasione fecero celebrare una Messa e cantare l'«Ave Maris Stella». Giunti al versetto «dimostraci che sei Madre» Vittorio Amedeo II si prostrò ai piedi della Vergine e fece un voto. Nel chiedere alla Madonna di proteggere le sue truppe e di condurle alla vittoria, promise di dedicarle un magnifico tempio. Torino venne liberata. Dieci anni dopo il Re riuscì a mantenere il voto. Il Comune donò alla corona i terreni necessari. Il 15 gennaio 1716 giunse anche l'autorizzazione ecclesiastica. Vittorio Amedeo incaricò quindi l'architetto Filippo Juvarra di erigere una basilica. La prima pietra venne posata il 20 luglio 1717 e gli ultimi lavori finirono nel 1726. IL RISTORANTE Rilassante silenzio, sobria eleganza, splendido panorama naturale dalle finestre, sono i requisiti della foresteria di Superga. La composta dignità monastica è arricchita da dipinti storici, da mobili antichi e in stile, uniti a letti e bagni d'odierna comodità e d'ottima pulizia. Nelle camere manca la televisione, al fine di salvaguardare il desiderio di quiete e di raccoglimento che dovrebbe essere amato da chi sceglie questo tipo di soggiorno per assaporare .le atmosfere e le intimità di una dimora barocca. Chi però non può farea meno della tv può ascoltarla in un'apposita sala dì conversazione. IL RISTORANTE. Si chiamerà il «Ristoro del priore». Il prossimo autunno diverrà un ristorantino specializzato in cucina tipica piemontese. Per ora offre i suoi trenta coperti, distribuiti su due piani panoramici, al servizio di caffetteria, che tuttavia offre già qualche ghiottoneria: taglieri di formaggi e di salumi, pinzimoni e, su prenotazione, «merende sinoire», termine che in piemontese indica uno spuntino ricco di tardo pomeriggio, capace di sostituirsi anche alla cena. I vini proposti sono quelli della collina, del Roero e delle Langhe. Dalle cantine dei «Servi di Maria» giungono anche liquori ed elisir di produzione monastica. LA SALA DA PRANZO La sala da pranzo per la prima colazione degli ospiti residenti è organizzata in una delle maniche monumentali che al piano nobile coronano il chiostro interno, con splendida vista sul giardino claustrale e sulla cupola. Finestre luminose, arricchite di fiori, riflettono ritratti di papi e di re, frammisti a tele secentesche appese alle candide pareti, sotto ampie volte a vela. Agli ospiti vengono serviti caffè, te, latte, pane e frutta. Nelle altre maniche che conducono alla sala sono esposte pregevoli tele votive, ma anche opere di statuaria religiosa e dinastica, donate nei secoli alla Basilica.
La Stampa
21 Gennaio 2004
✓ Entità verificate
Grand Hotel Superga
MA
Maurizio Lupo
La Stampa
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
La Stampa · 30 Gen 2003
Piemonte. La collezione del museo che non c'è. Inchiesta
La Stampa · 4 Mar 2003
Record a Stupinigi, 145 mila visitatori
La Stampa · 21 Giu 2003
I Savoia promettono a Torino i gioielli della regina
La Stampa · 10 Lug 2003
Lo spettacolo? Nelle regge sabaude
La Stampa · 25 Set 2003
"Torino ha bisogno dì grandi eventi"
La Stampa · 8 Ott 2003
Monte dei Cappuccini, l'ascensore ritarda
La Stampa · 13 Feb 2004
Strappati al fuoco dopo cento anni
La Stampa · 11 Mag 2004
Un giallo dietro l'annuncio di nuove collezioni per l'Egizio
La Stampa · 24 Giu 2004
A Palazzo Carignano arrivano i soldi. Tutte le altre opere finanziate dalla Consulta
La Stampa · 1 Set 2004
L'archeologa Sapelli alla guida dell'Egizio
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
La Stampa · 8 Lug 2002
Giuliano Urbani, tra i fondatori di Forza Italia, guida da un anno uno dei Ministeri che, forse, meno bramava: i Beni e le Attività Culturali
la Repubblica · 17 Nov 2002
Tremonti sul Colosseo: Non vendere ma valorizzare
Corriere della Sera · 15 Nov 2002
Urbani: Non venderemo mai i tesori dell'Italia
il Sole 24 Ore · 1 Dic 2002
Un pandemonio per il 'Patrimonio'
ANSA · 5 Dic 2002
Residenze sabaude, si istituirà fondazione
ANSA · 10 Dic 2002
Legambiente, ecco il patrimonio a rischio vendita
La Stampa · 11 Dic 2002
Il governo cerca tesori da privatizzare
la Repubblica · 11 Dic 2002
Ecco i tesori d'Italia all'asta per pagare autostrade e ponti
il Giornale · 11 Dic 2002
Urbani: 'Nessuna svendita del patrimonio artistico'
Avvenire · 10 Dic 2002
Musei, l'ora dei privati
Fonte non specificata · 12 Dic 2002
Prima analisi dell'elenco dell'Agenzia del Demanio (G.U. del 682002), a cura di Giovanna Melandri e Lucia Urciuoli
Il Tempo · 18 Dic 2002
Serve chiarezza sui beni statali
ANSA · 4 Gen 2003
Turroni (Verdi): difendere opere Banco di Napoli
ANSA · 4 Gen 2003
Bancari: dove andranno capolavori del Banco di Napoli?
Fonte non specificata · 9 Gen 2003
A Torino dal 16 al 22 febbraio si terrà un corso intitolato DISPLAY - atelier per progettisti di allestimenti museali e scenografici
il Giornale · 12 Gen 2003
Immobili pubblici, via alla vendite - Al decollo Patrimonio spa, già formata la squadra di vertice
il Sole 24 Ore · 13 Gen 2003
Un motore per storia, scienza e arte - Sovvenzioni
Il Secolo XIX · 18 Gen 2003
Il piano del ministro Urbani per Genova 2004
Fonte non specificata · 21 Gen 2003
A Treviso, il 6 febbraio, convegno di studi
L'Espresso · 24 Gen 2003
Gallerie in cantina