La direttrice Burresi: così è già tanto tenere accesa la luce PISA. Stanze vuote e corridoi deserti. Alle pareti "Il miracolo degli impiccati" di Raffaello, un bozzetto del Canova, un ritratto opera del Bronzino. E ancora l'abito di una dama del '500, i cimeli del Gioco del Ponte, la grande tela "Amor sacro e Amor profano" dipinta da Guido Reni. Sono queste le meraviglie invisibili esposte al Palazzo Reale di Pisa, sede del museo nazionale che a causa della mancanza di personale (solo sei addetti alla sorveglianza) è aperto un solo giorno la settimana. Un patrimonio prezioso e ignorato, che dal punto di vista storico-artistico non ha niente da invidiare a quello dei musei napoleonici di Portoferraio - molto frequentati in estate, assai meno in inverno - che invece hanno a disposizione 30 addetti, la metà di quelli in dotazione all'intera Soprintendenza di Pisa e Livorno. È questo uno dei dati emersi dall'indagine sui mali che affliggono il museo pisano, salito alla ribalta delle cronache per essere il terzo centro espositivo statale meno visitato d'Italia: 540 ingressi nel 2007, solo 299 paganti. Secondo i responsabili, la causa principale di questa situazione è la carenza di personale addetto alla sorveglianza: «In queste condizioni è già tanto tenere accesa la luce - ha spiegato nei giorni scorsi la direttrice Maria Giulia Burresi - Ci sono solo sei addetti alla sorveglianza, divisi in due turni, che devono occuparsi del museo ma anche degli uffici della Soprintendenza, che si trovano al piano superiore di Palazzo Reale. Di conseguenza riusciamo ad aprire solo il sabato mattina, quando gli uffici sono chiusi». Una situazione incresciosa che si trascina ormai da tempo e che alcuni mesi fa fu sollevata (senza conseguenze) anche nelle aule di Montecitorio dal deputato Ermete Realacci. «La pianta organica dei musei facenti capo alla Soprintendenza di Pisa e Livorno dovrebbe contare 90 addetti alla vigilanza - ci spiega il dottor Taddei, responsabile del personale - da dividere fra i musei di Pisa (San Matteo e Palazzo Reale ndr), la Certosa monumentale di Calci e le due residenze napoleoniche di Portoferraio, all'Isola d'Elba». L'organico non è mai stato completo, ma almeno fino a qualche anno fa le cose andavano meglio e Palazzo Reale riusciva ad aprire i battenti, anche se i visitatori non abbondavano (1.907 nel 2000). «Oggi gli addetti alla sorveglianza sono 60 - spiega Taddei mostrandoci una tabella comparativa in cui sono riportati dati relativi agli anni precedenti - Nel 2002 erano 74, ma pensionamenti e avanzamenti di carriera hanno diminuito la nostra dotazione e il personale mancante non è mai stato rimpiazzato dalla Direzione regionale del Ministero». A subire i danni maggiori è stato proprio il museo del lungarno, che ha visto quasi dimezzato l'organico a sua disposizione: da 11 a 6 sorveglianti. Di due sole unità, invece, è diminuito il personale delle sedi elbane di Villa San Martino (16) e della Palazzina dei Mulini (14), che grazie al fascino di Napoleone e ad una direzione virtuosa ogni anno attirano un gran numero di visitatori (171.330 nel 2007). Come logico, però, il flusso turistico è concentrato nel periodo estivo, mentre d'inverno i biglietti staccati sono assai meno. In accordo con i sindacati, la Soprintendenza avrebbe la possibilità di dislocare i dipendenti nelle sedi che ritiene opportune, eventualmente anche per periodi stagionali. Ma perché non lo fa? «Il personale dei musei elbani - spiega Maria Giulia Burresi - è residente sull'isola. La Soprintendenza può spostarlo, ma dovrebbe pagare la missione e non ci sono risorse. Inoltre i sindacati non sarebbero d'accordo, dato che si tratta di persone che hanno famiglia all'Elba». «La mancanza di personale è solo uno dei problemi di Palazzo Reale», fanno sapere alcune voci dall'interno della Soprintendenza e probabilmente è così. Per giustificare l'imbarazzante dato sui visitatori c'è chi tira in ballo la politica culturale di Pisa, la giovane età del museo, modelli gestionali che impediscono di appaltare a ditte esterne la sorveglianza, una generale carenza di risorse da destinare alla pubblicità, ecc. Comunque sia, in mancanza di una presa di posizione del soprintendente Giovanni Bulian, arrivato a Pisa solo da pochi mesi ma - stando alle voci - già sul piede di partenza, per guarire Palazzo Reale, non resta che aspettare il concorso ministeriale in programma per il 2009, che metterà in circolazione 397 nuovi addetti alla sorveglianza. La Toscana fa la parte del leone con 82 posti (il Lazio si ferma ad 80).
PISA - Solo sei custodi factotum, museo in tilt . Palazzo Reale soffoca mentre all'Elba ci sono trenta sorveglianti
Il Palazzo Reale di Pisa, sede del museo nazionale, è aperto solo un giorno a settimana a causa della mancanza di personale addetto alla sorveglianza. Il museo ha solo sei addetti alla sorveglianza, divisi in due turni, che devono occuparsi del museo e degli uffici della Soprintendenza. La pianta organica dei musei dovrebbe contare 90 addetti alla vigilanza, ma l'organico non è mai stato completo. Oggi gli addetti alla sorveglianza sono 60, con una diminuzione del 25% rispetto al 2002. Il museo del lungarno ha visto quasi dimezzato l'organico a sua disposizione, da 11 a 6 sorveglianti.
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