Lunardi: accoglieremo i rilievi del Consiglio di Stato e coinvolgeremo gli ambientalisti Intanto i lavori procedono nei tempi previsti. Guccinelli del coordinamento Boccadarno: siamo pronti al dialogo PISA. L'ente parco sta valutando la possibilità concreta di modificare il proprio piano dopo la sentenza del Consiglio di Stato. Questo, però rinunciare alla struttura ricettiva turistica perchè è la parte più pubblica dell'intero progetto del porto ed è la nota più caratteristica dal punto di vista architettonico. Il presidente del Parco, Giancarlo Lunardi non ha dubbi: «Rispetteremo la sentenza del Consiglio di Stato, anche se non ricevuto alcun atto formale da parte del giudice amministrativo. Gli organi giudicanti amministrativi stanno infatti osservando il periodo del fermo giudiziario per l'estate e dunque, in tutta probabilità, riceveremo tutto a metà settembre od ottobre. Certo che modificare o annullare gli aspetti turistici-alberghieri del progetto porto sarebbe un grave colpo all'intera operazione visto che il porto in sé, la vasca d'acqua, prevede l'ormeggio di 400 barche, un numero dunque abbastanza esiguo di imbarcazioni». «Le strade che si aprono - prosegue Lunardi - sono solo due, visto che non abbiamo intenzione di impugnare la sentenza. La prima è quella di rinunciare tout-court, alla previsione di queste strutture ricettive indicate dalla sentenza. Questa opzione forse sarebbe quella più gradita ai ricorrenti al Consiglio di Stato quali Wwf, Legambiente Toscana, Circolo Utopia, Coordinamento per la salvaguardia e la riqualificazione di Boccadarno. C'è però un'altra opzione e cioè quella di arrivare ad una concertata modifica del Piano del parco». «Ci sembra - dice Lunardi - la soluzione più percorribile perchè non possiamo rinunciare a quell'aspetto del progetto del porto che ha una maggior valenza pubblica e sociale. Senza considerare poi che le strutture ricettive così come previste davano il miglior connotato architettonico e paesaggistico». Sì, ma appare alquanto complesso modificare il piano del parco. «Si tratta di intraprendere un percorso giuridico e condiviso da tutti gli enti coinvolti che sono la Regione Toscana, il Comune di Pisa, la Provincia e la Sovrintendenza». Ci vorrà molto tempo? «Il tempo c'è - continua Lunardi - visto che siamo ancora nelle prime fasi inziali dei lavori di bonifica». In effetti di tempo ce n'è, dato che sono ormai 50 anni che si parla di porto e questa storia sembra non finisca mai e c'è un altro ricorso al Tar pendente presentato sempre dagli ambientalisti. «I lavori continuano - sottolinea Lunardi - tutto sta procedendo secondo quanto previsto. Il Consiglio di Stato, su tutta la complessa operazione del progetto del porto, ha fatto solo questi rilievi che sono sanabile mentre ha salvato tutto il resto». Ottimismo dunque da parte del Parco che in ogni caso, ufficialmente non ha ricevuto ancora la documentazione e la sentenza da parte dei giudici. «Se si rimette mano al piano del parco, siamo pronti ad essere coinvolti fattivamente»: dice Fausto Guccinelli del coordinamento per la salvaguradia di Boccadarno. Dopo, carte bollatte, polemiche, ricorsi e sentenze, sembrerebbe dunque aprirsi la possibilità di un dialogo con le amministrazioni. «Le nostre osservazioni sul progetto parco - dice Guccinelli - ci sono sempre state bocciate da parte degli ammnistratori mentre più volte i giudici ci hanno dato ragione». «Quello che abbiamo sempre contestato - dice Guccinelli - non è il porto nella sua interezza, ma la scheda 39 che regolamenta praticamente l'edificabile sull'intera Boccadarno. Una cosa che non riusciamo a comprendere è il non voler mai da parte del Parco e del Comune ascoltare i nostri richiami alla cautela ed alla sospensione delle procedure almeno in pendenza dei ricorsi agli organi di giustizia amministrativa».