Il commissario per i lavori della metropolitana Roberto Cecchi incontra il sindaco Iervolino I lavori sono molto complessi, servirà una seria strategia di raccordo Fresco di nomina, ieri mattina era già a Palazzo San Giacomo per incontrare il sindaco Rosa Russo Iervolino. Roberto Cecchi, fiorentino, architetto, 59 anni, direttore generale del ministero dei Beni culturali per i beni architettonici storico artistici ed etnoantropologici, è il tecnico scelto dal ministro Sandro Bondi per velocizzare la realizzazione delle metropolitane di Napoli e Roma: commissario per i lavori del metrò. È stato soprintendente della Calabria e di Venezia, insegna restauro architettonico alla "La Sapienza" di Roma. Ha coordinato il progetto "Nuovi Uffizi" a Firenze. Professor Cecchi, si è già messo al lavoro? «Era opportuno dare un segnale di grande attenzione. Ora ci sono le ferie, ma dal 2 settembre inizieremo a raccordare le complesse competenze che agiscono su questo grande cantiere». Cosa le ha detto il sindaco di Napoli? «Ha sottolineato lapprezzamento per il mio lavoro, e la necessità di questo coordinamento. Di fronte a un problema eccezionale ci vuole una soluzione eccezionale, ma non ci sarà sottrazione di competenze da parte di nessuno e per nessuno. Le opere, tuttavia, sono così complesse da un punto di vista tecnico, storico, culturale e soprattutto amministrativo, che occorre una strategia». Si avvarrà della consulenza di un archeologo? «Gli archeologi ci sono già, come i soprintendenti e un direttore generale». Avrà poteri straordinari? «Non poteri straordinari, ma di raccordo e coordinamento tra le istituzioni interessate, quelli attribuiti dalla legge del 1988». Porta in dote risorse economiche aggiuntive? «Solo quelle necessarie per mandare avanti la struttura dellufficio». Quanti giorni alla settimana sarà a Napoli e dove sarà il suo quartier generale? «Tutti quelli necessari per condurre lopera in porto nei tempi stabiliti, cioè entro il 2011. Esiste un ufficio allinterno del cantiere di piazza Municipio già occupato dagli archeologi, e ce ne sarà un altro molto vicino, per il coordinamento generale». Napoli è un enorme cantiere archeologico: più risorsa o più intralcio? «Non mi spaventa la mole di ritrovamenti. Credo che qui verranno fuori le più belle stazioni di metropolitana del mondo». Saranno davvero garantite le esigenze dellarcheologia? «Dal 2005 ho lavorato con Stefano De Caro, siamo colleghi a Roma. Sono molto contento che si possa creare questo punto di riferimento. La metropolitana di Napoli è unopera di architettura e di ingegneria insieme. Per contemperare le varie istanze ci vogliono un architetto e un ingegnere».