Entra Termini, fuori Palermo. Premiate tutte le iniziative in graduatoria Ma le risorse sono insufficienti Via libera della Regione alle zone franche urbane in Sicilia. Ma la giunta Lombardo decide di non scontentare nessuno e chiede al governo nazionale di finanziare tutti i progetti messi in graduatoria dal dipartimento programmazione. Con il rischio che alle singole iniziative vadano le briciole. Finisce così, con una soluzione salomonica, la "rivoluzione" delle aree a fiscalità di vantaggio nellIsola. Dodici le aree di cui si chiede listituzione: le prime sono quelle di Catania (quartiere Librino), Gela, Erice e Termini Imerese. Non cè Palermo: «Che fine ha fatto Brancaccio?», chiede a tarda ora lex vice ministro dello Sviluppo economico Sergio DAntoni scatenando la polemica. Il governatore Raffaele Lombardo è stato costretto a convocare durgenza la giunta, in un anomalo venerdì sera di lavoro. Cera da rispettare la scadenza del 5 agosto per approvare listruttoria compiuta dal dipartimento Programmazione sulle richieste giunte dai Comuni dellIsola e spedire le carte al ministero dello Sviluppo economico. E il capo del dipartimento, Gabriella Palocci, aveva inviato il documento conclusivo già da qualche giorno. In allegato la graduatoria, stilata dai suoi uffici sulla base dei coefficienti assegnati per il "bando", fra i quali il tasso di disoccupazione e il degrado urbano. Lindicazione di massima, da parte del dipartimento, era quella di concentrare le scarse risorse statali - 50 milioni di euro per lintero Paese - su pochi interventi. Circostanza che a ora di pranzo era stata confermata da Giuseppe Scalia, il coordinatore regioanle di An che dopo il vertice di maggioranza: «Saranno premiate due, tre iniziative al massimo». Una strategia, questa, che avrebbe premiato Catania, Gela e forse Erice. In giunta cè stato chi ha storto il naso. Antonello Antinoro, assessore ai Beni culturali palermitano con interessi elettorali in provincia, ha telefonato personalmente alla Palocci per chiederle se fosse possibile allargare il campo dei beneficiari. Anche perché al quarto posto della graduatoria cera Termini Imerese. Con il via libera della Palocci il governo ha deciso di promuovere allora tutte le dodici iniziative in elenco. E con Librino, Gela, Erice e Termini, sono state autorizzate anche le zone franche urbane di Messina, Barcellona, Acicatena, Castelvetrano, Trapani, Acireale, Giarre e Sciacca. «In presenza di fondi comunque limitati - commenta Giambattista Bufardeci, vicepresidente della Regione - tanto vale dare un segnale a tutti gli enti che avevano fatto richiesta. Consideriamo che si tratta di territori svantaggiati. Adesso sarà il governo nazionale a suddividere i fondi». Non è escluso che il ministero, invece, deliberi quel "taglio" che la giunta non ha fatto ieri, ammettendo a finanziamento solo le prime iniziative in graduatoria. «Finirà così, Palazzo dOrleans ha solo scaricato le sue responsabilità sullo Stato: unaltra prova del finto autonomismo di Lombardo - attacca DAntoni - E vorrei capire come mai nellelenco non cè Brancaccio, che ha tutti i requisiti per essere zona franca e di cui sembrava definita certa listituzione. Ho limpressione che ci sia una grave responsabilità del Comune». Previste dallultima Finanziaria del governo nazionale, le zone franche possono essere istituite in porzioni di aree urbane con non più di 30mila abitanti. Hanno lobiettivo di «contrastare fenomeni di esclusione sociale negli spazi urbani e favorire lintegrazione». Lintervento si concretizza in una serie di sgravi fiscali e agevolazioni per le piccole e micro-imprese che hanno, o iniziano, la propria attività nelle zone franche. Lesenzione è totale per i primi cinque anni e comprende le imposte sui redditi, lIrap, lIci sugli immobili commerciali e lesenzione dal versamento sui contributi da lavoro dipendente. Dopo questo periodo iniziale, vi sono altri quattro anni di esenzione parziale, per garantire un ritorno graduale alla fiscalità regolare.
SICILIA - TERRITORIO: Ecco le "zone franche" alla siciliana Sì della giunta a 12 aree con sgravi fiscali.
La Regione Siciliana ha ottenuto il via libera del governo nazionale per istituire dodici zone franche urbane, tra cui quelle di Catania, Gela, Erice e Termini Imerese. Le zone franche saranno istituite in aree urbane con meno di 30mila abitanti e avranno l'obiettivo di contrastare la disoccupazione e favorire l'integrazione. Il governo nazionale ha deciso di finanziare tutti i progetti messi in graduatoria dal dipartimento programmazione, ma con risorse limitate. La giunta regionale ha deciso di premiare tutte le iniziative in graduatoria, ma ciò potrebbe comportare un taglio dei fondi per le altre iniziative.
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