In relazione ad articoli del 20 marzo e del 20 giugno, la società Futura Immobiliare di Ponsacco ritiene opportuno precisare che la società non ha mai intrattenuto alcun genere di rapporto con il Credito Cooperativo di Fornacette né con la Sigest Unipersonale srl, società quest'ultima detenuta al cento per cento dall'istituto di credito. Si legge in una nota a firma del legale rappresentante, architetto Pier Luigi Bernocchi: «L'acquisto degli immobili da parte della Sigest Unipersonale srl non è avvenuto con la Futura Immobiliare bensì per il tramite della società Immobiliare Pistoia srl. Il legale rappresentante della Immobiliare Pistoia chiedeva alla Futura Immobiliare srl di eseguire una serie di opere in variante all'interno dei fondi poi beneficiati dal nuovo acquirente Sigest Unipersonale srl e per essa dalla Banca di Credito cooperativo di Fornacette. Tali opere non sono state integralmente pagate ed infatti è pendente, tra le dette parti, un contenzioso radicato presso il tribunale di Pontedera. Il 3 agosto 2001 la società Futura Immobiliare srl ha sottoscritto con il Comune una convenzione per l'attuazione del comparto del piano particolareggiato di iniziativa pubblica in zona A via Togliatti - via Rospicciano. Le opere di urbanizzazione previste non sono state ancora trasferite in proprietà al Comune stante una variante richiesta dal Comune stesso che ha prorogato la data di consegna al 31 ottobre 2007. Concessione che risulta essere sospesa dal 3 agosto 2007; da tutto ciò ne consegue che le destinazioni d'uso del compendio immobiliare sono state cristallizzate tutte nel detto piano particolareggiato ed ogni mutamento eo modifica al piano non può essere ammessa a mezzo l'utilizzo dell'istituto della Dia, bensì solo attraverso una istanza di variante al permesso di costruire e deliberata dal consiglio comunale». «Il Comune di Ponsacco - prosegue la nota - non ha mai rilasciato alcun permesso alla Sigest-Banca di Fornacette per il cambio di destinazione d'uso da commerciale a direzionale. La destinazione di piano particolareggiato di iniziativa pubblica impone per i suddetti immobili il vincolo d'uso commerciale e non direzionale e quindi non è consentita l'apertura di nuovi uffici bancari al di fuori delle superfici previste dal piano particolareggiato che sono appunto solo quelle acquistate dalla Cassa di Risparmio di Volterra spa. Pertanto è la norma comunale - osserva la Futura Immobiliare - che non consente l'apertura di un nuovo sportello bancario». A tal proposito la società evidenzia «che, essendo stato trasformato il piano particolareggiato di iniziativa pubblica, in conseguenza dell'avvenuta trasformazione del piano commerciale in direzionale, l'atto di convenzione e i successivi atti d'obbligo sottoscritti con il Comune sono venuti meno per colpa imputabile al Comune». Per la società, «le aree non possono essere considerate di servizio al piano commerciale, con la conseguenza che la Futura si ritiene legittimata a non trasferire le aree a favore del Comune».