Il 17 gennaio si è svolta a Bologna, presso il Museo Civico Archeologico, l'Assemblea annuale del Comitato Nazionale di ICOM Italia, nel corso della quale sono stati eletti presidente Daniele Jalla e membri della Giunta Esecutiva per il triennio 20042006 Luca Baldin, Alberto Garlandini, Maria Gregorio, Viviana Lanzarini, Michele Lanzinger, Cristiana Morigi Govi, Salvatore Sutera, Mario Turci, Anna Maria Visser Travagli. A conclusione dell'Assemblea è stata approvata all'unanimità una mozione che trovate di seguito. MOZIONE CONCLUSIVA DELL'ASSEMBLEA GENERALE DI ICOM ITALIA APPROVATA ALL'UNANIMITÀ A BOLOGNA IL 17 GENNAIO 2004 1. Museo L'accoglimento se non letterale, sostanziale della definizione di museo dell'Icom nel nuovo Codice dei beni culturali, il riconoscimento del museo come «istituto della cultura», al pari degli archivi e delle biblioteche e della sua funzione di «pubblico servizio», costituiscono l'esito di un lungo processo che ha visto l'Icom Italia svolgere un'importante funzione e rappresentano una svolta nella concezione del museo nel nostro paese. Icom Italia, nel rallegrarsi di questo positivo risultato, si impegna a realizzare in tutte le sedi le azioni necessarie affinché il significato e i valori presenti nella definizione di museo siano esplicitate nella loro pienezza, onde evitare semplificazioni e banalizzazioni nella sua interpretazione e applicazione. Al tempo stesso Icom Italia si impegna a partecipare al dibattito in corso a livello internazionale sulla revisione della definizione di museo con un proprio parere, con l'attivo coinvolgimento di tutti i soci, affinché il contributo italiano sia espressione delle molteplici specificità dei suo musei. 2. Missione Ripensare e ridefinire la missione di ciascun museo, nel quadro della loro missione generale costituisce una condizione ineludibile per chiarirne il ruolo e la funzione oggi, per individuarne il posizionamento scientifico, culturale, sociale in presenza di molteplici pressioni che, nell'orientarli al pubblico, al intrattenimento, in definitiva al mercato del tempo libero e del turismo culturale, rischiano di oscurarne le ragioni e le finalità della loro esistenza. Si tratta di un confronto delicato, cui Icom Italia deve offrire un contributo essenziale per evitare gli opposti rischi dell'autoreferenzialità e dell'adeguamento alle logiche del mercato, per affermare e sostanziare un'idea di museo come presidio attivo di tutela, come istituto di ricerca e di comunicazione sul e del patrimonio culturale in tutti i suoi aspetti, che realizzi la sua funzione di servizio pubblico con finalità di studio educazione e diletto. 3. Autonomia Dopo decenni in cui l'autonomia scientifica, culturale e gestionale dei musei è stata oggetto di un'appassionata e partecipata rivendicazione da parte degli operatori museali in primo luogo, l'attuale quadro normativo offre oggi ampie opportunità in questo senso per tutti i musei, pubblici e privati, quale mai si era data in Italia. Alle prime prove di applicazione della normativa vigente non sempre l'autonomia concessa corrisponde alle esigenze reali dei musei e si traduce in un'effettiva indipendenza sul piano scientifico e culturale, oltre che amministrativo e gestionale. Icom Italia si impegna a difendere e promuovere in tutte le sedi e le occasioni possibili il valore dell'autonomia scientifica e culturale dei musei contro ogni forma di loro «privatizzazione» o di subordinazione ad esigenze non coerenti con la loro missione, vigilando affinché all'autonomia gestionale corrisponda una valorizzazione della loro funzione di strumento al servizio della società e del suo sviluppo, una crescita della partecipazione della collettività, della trasparenza nella gestione, del rispetto della missione museale, della qualità del servizio. 4. Standard Il processo di applicazione dell'Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei si realizza, per iniziativa di alcune regioni in particolare, in modo positivo. Tuttavia da questo processo restano escluse molte realtà regionali e non si evidenzia un significativo impegno da parte del Ministero per i beni e le attività culturali. Permane infine il rischio di un'applicazione dell'Atto di indirizzo parziale e riduttiva. Per questo è necessario sviluppare un'ampia azione volta a sviluppare, insieme e più ancora dell'applicazione formale degli standard, una crescita e una diffusione della cultura della qualità nella gestione dei musei, attraverso un'applicazione creativa degli standard stessi, ai diversi livelli di possibile attuazione dell'Atto di indirizzo, in vista di una ridefinizione degli standard stessi alla luce dell'esperienza maturata. Icom Italia e tutti i suoi soci sono impegnati a contribuire autonomamente a questo processo, il cui esito deve condurre, come in altri paesi, a forme di riconoscimento e accreditamento dei musei, condotte e condivise da parte della comunità museale e delle sue associazioni in primo luogo 5. Professioni museali Nel corso degli ultimi anni si è giunti, in più sedi, all'individuazione di alcune delle principali figure professionali operanti all'interno del museo, ma si è ancora molto lontani da un loro riconoscimento sostanziale e formale, esteso a livello nazionali. Sono numerosi al contrario i segnali di indifferenza, se non di ostilità da parte degli enti e delle amministrazioni responsabili che portano a drastiche riduzioni di organici, ad affidamenti di incarichi, anche di responsabilità, a figure prive dei necessari requisiti di competenza ed esperienza, all'emarginazione dei tecnici nelle scelte museali. Icom Italia si impegna ad agire affinché si giunga, in forme estese a livello nazionale ed articolate su scala regionale e locale, al riconoscimento delle figure museali essenziali, sulla base di standard, allineati sulla base dell'esperienza internazionale e coerenti con la situazione italiana, contribuendo attivamente alla loro definizione. Al tempo stesso Icom Italia è impegnata nel sostegno e nella difesa dei professionisti museali nei confronti degli enti e delle amministrazioni responsabili che agiscano in aperta violazione del Codice deontologico, promuovendo tutte le azioni necessarie a loro favore. 6. Formazione e aggiornamento In stretta connessione con la definizione dei profili delle professioni museali si pone la questione dei percorsi formativi di accesso e di riqualificazione, a livello universitario in primo luogo, ma anche nel quadro della formazione professionale. Come nel caso della figura del restauratore, oggetto di un progetto di legge in corso di esame da parte del parlamento, si tratta di definire in primo luogo i requisiti minimi dei percorsi formativi, procedendo in seguito ad un progressivo accreditamento dei corsi che rispondano agli standard previsti. D'intesa con gli enti responsabili Icom Italia si impegna a promuovere tutte le azioni necessarie a individuare standard e requisiti formativi per l'accesso alle professioni museali, al fine di superare l'attuale situazione caratterizzata da una proliferazione incontrollata di corsi e progetti formativi, cui non corrisponde un'omogenea qualità formativa. 7. Sussidiarietà e logica di sistema I principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione previsti dal nuovo Titolo V della Costituzione, che ispirano anche il nuovo Codice dei beni culturali, se applicati ai musei pongono le condizioni per integrare in forme nuove l'autonomia e l'indipendenza di ciascun istituto e la cooperazione fra musei secondo una logica di sistema. Una logica che parta dal basso, dalla realtà comunitaria e territoriale in cui ciascun museo è inserito, per individuare le forme di gestione e di organizzazione più adeguate, imponendo alle amministrazioni responsabili di promuovere politiche integrate sul piano territoriale, a partire dalla scala locale per giungere a quella regionale e nazionale, indipendentemente dalla titolarità della proprietà dei musei. Una logica che, nel considerare e rispettare natura, caratteristiche e missione di ciascun museo sappia individuare le attività, i servizi, gli interventi che possono essere realizzati nel quadro di reti e sistemi unitari, favorendone la nascita e lo sviluppo, e l'autonomia. Compito di Icom Italia è contribuire attivamente affinché si affermi una logica sussidiaria rispettosa dell'identità e della funzione di ciascun museo, nel quadro di un sistema museale che dal piano locale si estenda a quello provinciale, regionale e nazionale, sulla base di progetti che integrino i musei indipendentemente dalla loro proprietà riduca progressivamente le differenze fra i musei statali e degli enti locali, far quelli pubblici e quelli privati, grazie alla comune applicazione di standard condivisi e attuati secondo una logica di crescita continua della qualità. 8. La dimensione internazionale ed europea Molte delle problematiche che i musei italiani si trovano a dover affrontare riduzione dei bilanci di funzionamento, contrazione del personale, riconoscimento delle professioni museali, privilegiamento delle attività espositive temporanee rispetto alla ricerca e alla valorizzazione delle collezioni ecc. sono comuni a molti dei paesi europei e richiedono di essere affrontati non solo su scala nazionale, ma internazionale, attraverso un'azione coordinata e congiunta. Icom Italia può e deve assicurare, attraverso i suoi organismi e i suoi comitati internazionali, il confronto e la concertazione tra i professionisti museali, sviluppando tutte le azioni necessarie affinché le attività e le iniziative nei diversi paesi assumano la dimensione europea e internazionale come riferimento utile a sostenere gli interessi dei musei in ciascuna realtà e cresca la collaborazione e la cooperazione internazionale. Bologna, 17 gennaio 2004