Facciamo sistema per salvare l'immagine della Reggia rendendola volano dello sviluppo economico ed occupazionale della provincia. Questa la proposta di Carmine Crisci, segretario generale Ust Cisl di Caserta, che interviene sul caso Reggia argomentando una soluzione sul modello toscano. «Occorre rendere disponibili fondi locali per contribuire alla manutenzione della Reggia, cui lo Stato destina esigui fondi, sottoscrivendo un accordo che veda insieme albergatori, ristoratori e commercianti uniti nell'intento di creare un indotto intorno al monumento da sempre isolato dalla città». Istituzioni locali e imprenditori dovrebbero offrire, secondo Crisci, un pacchetto completo ai tour operator affinché il turista resti e viva la città oltre la Reggia. «I nostri prodotti tipici, come la mozzarella o le sete - sottolinea Crisci - dovrebbero trovare nella Reggia una vetrina internazionale, per non parlare delle ricadute occupazionali che un circuito del genere potrebbe avere sull'intero territorio. Investire nella cura della Reggia di Caserta conviene a tutti, e una soluzione collaudata con successo in altre realtà nazionali, allevierebbe anche il Ministero dei Beni Culturali sempre più a corto di fondi da destinare alla manutenzione dei suoi tesori». Una soluzione che cambierebbe i connotati al turismo tipico casertano, quello cioè del «mordi e fuggi» più volte denunciato e mai affrontato in maniera strutturata. Turisti che, dopo la visita al Palazzo e ai suoi giardini, scappano in pulman verso alberghi e mete turistiche ben lontane da Caserta, negozi del centro storico che non riescono ad arginare il rovinoso crollo di presenze avviato negli ultimi anni, trasporto pubblico fantasma per le comitive che vogliano almeno far tappa a Casertavecchia e San Leucio, informazione turistica e supporto logistico agli spostamenti degli ospiti lasciato al buon cuore degli albergatori. Una voragine di disfunzioni che rende l'immagine scarrupata della Reggia ancor più pietosa. Al di là di facili considerazioni sull'assenza assoluta dello Stato a tutela del suo bene, resta il fatto che una presa di coscienza da parte di tutti, istituzioni e imprenditori locali compresi, non guasta dopo anni d'immobilismo intervallato dallo scarica barile delle responsabilità in una provincia che del turismo poteva farne una miniera.
LA PROPOSTA DEL SEGRETARIO DELLA CISL Crisci: Per la Reggia il modello toscano
Il segretario generale Ust Cisl di Caserta, Carmine Crisci, propone di utilizzare la Reggia di Caserta come volano per lo sviluppo economico e occupazionale della provincia. Secondo Crisci, è necessario rendere disponibili fondi locali per contribuire alla manutenzione della Reggia, cui lo Stato destina esigui fondi. Un accordo tra istituzioni locali, albergatori, ristoratori e commercianti potrebbe creare un indotto intorno al monumento. I prodotti tipici della provincia, come la mozzarella e le sete, potrebbero essere esposti nella Reggia per attrarre i turisti.
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