«A volte bastano un rampicante da far crescere sul muro o su una cancellata, una siepe collocata all'altezza corretta e con l'angolazione giusta e tanta brutta architettura potrebbe cambiare aspetto, riqualificando sia il paesaggio sia le abitazioni»: parola dell'architetto paesaggista Danilo Demi fondatore dello studio "Archipaes partners" «A volte bastano un rampicante da far crescere sul muro o su una cancellata, una siepe collocata all'altezza corretta e con l'angolazione giusta e tanta brutta architettura potrebbe cambiare aspetto, riqualificando sia il paesaggio sia le abitazioni»: parola dell'architetto paesaggista Danilo Demi (nella foto), fondatore dello studio "Archipaes partners". «Che si sia al mare, al lago, in montagna, in pianura, purtroppo in Italia l'idea di "architettura verde" stenta ancora a decollare - spiega l'architetto, docente a contratto dell'Università di Genova e consulente delle Nazioni Unite e della Comunità europea -: siamo il Belpaese ma nessuno si fa scrupolo nel creare brutte recinzioni, cancellate pacchiane, muri in cemento armato faccia a vista. Eppure per superare la "cultura del cemento" basterebbe affidarsi agli architetti del verde, ma ancora oggi in Italia le scelte abitative non considerano la presenza del verde come un valore aggiunto». Spiega l'architetto Demi che «quando si parla di architettura verde c'è ancora chi pensa a tenute sfarzose e a costi di gestione elevati ma fortunatamente la realtà non è più così: esiste una gamma infinita di soluzioni adattabili ad ogni tipo di clima - mare, lago, montagna, pianura - così come non conta il fatto di avere estensioni enormi di terreno: una palazzina in piena città, un box auto, una semplice aiuola possono migliorare parecchio le costruzioni e, fatto non trascurabile, un immobile presentabile vede crescere il proprio valore di mercato». Insomma, la cultura del verde non è solo una questione di estetica ma anche un valore aggiunto per chi vuole ristrutturare un immobile. Per non parlare della ricaduta globale sul paesaggio di queste possibili scelte "verdi": «Che sia la pianura padana, un fronte lago, la costa mediterranea o un paesaggio alpino - aggiunge l'architetto - se ognuno facesse la propria parte nel migliorare l'estetica del posto dove vive, i benefici sarebbero enormi: dalla tutela del paesaggio alla riqualificazione di aree importanti del territorio». Responsabile della riqualificazione urbanistica dell'isola di Cipro ed estensore del piano di gestione integrata della costa albanese, Demi critica l'atteggiamento ancora imperante in Italia di fronte a ristrutturazioni o a nuovi progetti edilizi: «L'hanno capito a Tirana e a Nicosia che il paesaggio e la sua tutela sono imprescindibili, eppure da noi dominano tante brutture. Brutture risolvibili con atteggiamenti più aperti nei confronti di quella "rivoluzione del verde" che all'estero ha già raggiunto risultati importanti ed ha permesso di "salvare" intere aree ritenute spacciate e degradate irrimediabilmente. Ma tant'è, di fronte a colate di cemento, pilastri e cancellate in Italia non c'è ancora paesaggio che tenga. Purtroppo». «Spesso le piante sono utili barriere per smog e rumori» (p. c. b.) «Quando si parla di architettura verde c'è chi pensa subito a giardini immensi, a chissà quali tenute: e invece bastano un rampicante sul muro o una piccola siepe per cambiare a volte anche radicalmente l'aspetto di un'abitazione» sostiene Anna Pisani, architetto del paesaggio specializzata in progettazione di parchi e giardini e nei progetti di riqualificazione urbana e territoriale. Ed esempi di questo principio si possono trovare sul sito dello studio che divide con Danilo Demi, www.archipaes.eu. «Oggi esistono sistemazioni a verde per tutte le tasche e per tutti i tipi di abitazione, che si tratti del centro di Milano o di una qualsiasi periferia - spiega -. Senza contare il fatto che anche sul fronte della "manutenzione" delle aree verdi oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante». Ma derivano anche vantaggi economici dalla scelta del verde in edilizia: «Il verde è un'efficace barriera alla polvere, allo smog e al rumore e, in determinate condizioni, contribuisce in maniera determinante al microclima della singola abitazione o dell'intero palazzo: tutto sta nell'affidarsi agli esperti del settore».
PROVINCIA DI COMO: intervista a Danilo Demi fondatore dello studio "Archipaes partners"
L'architetto paesaggista Danilo Demi sostiene che in Italia la cultura del cemento è ancora molto presente, con brutte recinzioni, cancellate e muri in cemento armato. Tuttavia, secondo Demi, la scelta di un'architettura verde può cambiare radicalmente l'aspetto di un'abitazione e migliorare il paesaggio. Esistono molte soluzioni adattabili ad ogni tipo di clima e non conta il fatto di avere estensioni enormi di terreno. Un rampicante sul muro o una piccola siepe possono migliorare parecchio le costruzioni. Demi critica l'atteggiamento italiano di fronte a ristrutturazioni o a nuovi progetti edilizi, che non considerano la presenza del verde come un valore aggiunto.
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