Sol Lewitt dipinse nel loro appartamento romano una parete di luce e colore che, attraverso lo sguardo del fotografo Claudio Abate, è diventata la immagine simbolo della collezione fotografica dei Cotroneo. E uno dei famosi specchi di Michelangelo Pistoletto, che giocano dialetticamente con la fotografia, intitolato «Ritratto di famiglia», ritrae Giovanni e la moglie Anna Rosa riflessi nel loro rapporto con l'arte, fatto di profonda passione. Un frammento di memoria individuale e culturale, che si fa collettiva, attraverso un gusto e una storia personali. L'avventura è cominciata quasi 50 anni fa con Giovanni, di famiglia napoletana e presidente dell'Associazione dei Costruttori della Campania, sui banchi di scuola del «Mameli» di Roma. «Studiavamo le Metamorfosi di Ovidio e facevamo a gara a ricordare i dettagli del Ratto di Proserpina di Bernini, che avevano collocato nei giardini della Galleria Borghese. Allora non potevamo permetterci nemmeno il biglietto d'ingresso e guardavamo la scultura dalle finestre del liceo che davano sui giardini italiani». Una passione per l'arte trasfusa in una promessa d'amore e in un impegno: «Ci ripromettemmo che un giorno avremmo collezionato la nostra passione, un sogno che è poi divenuto realtà», ricorda Anna Rosa. La loro storia privata è quella di collezionisti vecchia maniera, generosi, le cui scelte non seguono le mode del momento o calcoli di investimento, ma esclusivamente il proprio gusto, formato a contatto della pittura del XVII secolo e dell'arte contemportanea. Un loro quadro, un'eruzione del Vesuvio del Seicento, di Scipione Compagno, è al museo di San Martino. «Fu un'acquisizione importante, legata al nostro curatore di arte antica, Enzo Costantini - spiega Anna Rosa Cotroneo - È la traccia del nostro interesse iniziale, che poi negli anni '80 e '90 si è rivolto agli artisti contemporanei, all'arte povera e alla ricerca sperimentale dell'avanguardia italiana degli anni '60, che abbiamo cercato di capire muovendoci nel mondo delle gallerie, delle aste e delle fiere d'arte». Da Carla Accardi a Ettore Spalletti, a Vettor Pisani, di cui i Cotroneo hanno donato una stanza con opere al Museo di Rivoli, la loro collezione supera ampiamente la capacità di accoglierla dei muri della loro casa, per cui prestano insiemi delle loro opere a musei o li conservano in depositi, come quello del Mart di Rovereto. Percependo la potenza della fotografia, Anna Rosa e Giovanni hanno collezionato le opere maestre di fotografi influenti e delle nuove generazioni, tracciando un itinerario che è uno sguardo in profondità sul panorama artistico italiano dagli anni '50 a oggi. Una parte significativa della loro collezione di fotografie, esposta nel 2006 alla «Maison Européenne de la Photographie» di Parigi e reduce dalla recente mostra nel prestigioso Museo Bilotti di Roma, è stata protagonista anche della sezione ufficiale di Photoespana 2008, il festival internazionale di fotografia e arti visive di Madrid. La maggiore vetrina europea è dedicata quest'anno al luogo da prospettive diverse, non come concetto spaziale o fisico, ma come spazio vissuto attraverso l'esperienza diretta del fotografo. «Una storia privata», ospitata nelle sale del Teatro Circo Price, dà conto della grande avventura italiana contemporanea, attraverso il collezionismo. In mostra grandi artisti come Massimo Giacomelli, Mimmo Jodice, Gabriele Basilico, Franco Fontana o Federico Scianna, accanto ad autori più giovani o future promesse, come il milanese Paolo Ventura o Roberto De Paolis. Ma anche nomi di artisti già celebri che fanno uso del mezzo fotografico, come Ontani, Pistoletto, Pisani, Grazia Toderi e Bruna Esposito. Napoli, con le sue vedute immaginarie, le sue mitologie quotidiane, la sua gestualità e le sue rovine industriali fa la parte del leone nelle foto di Raffaella Mariniello, Antonio Biasucci, Luciano D'Alessandro e Francesco Jodice. «Tutto cominciò proprio con la mostra sul Vedutismo a Sant'Elmo, alla quale partecipavamo col dipinto di Scipione Compagno - ricorda Anna Rosa Cotroneo - Accanto c'era uno stand con una foto di Mimmo Jodice con una veduta di Napoli da San Martino. Ce ne innamorammo e da allora, grazie a Mimmo, abbiamo cominciato a tentare di penetrare il mondo della fotografia». Ma come sceglie un'opera un collezionista? «È un innamoramento lento ma preciso, che comincia con gli occhi e finisce al cuore e allo spirito - assicura - Ogni opera acquisita è legata a momento particolare, un abbraccio, della nostra storia privata. Per questo a me e a Giovanni non verrebbe mai in mente di venderle». Opere che sono come figli: «Nessuna è la preferita, ma ognuna ha diritto alla sua quota d'affetto».
CAMPANIA - Cotroneo, collezionismo di famiglia
Giovanni e Anna Rosa Cotroneo sono collezionisti di arte che hanno iniziato la loro avventura negli anni '50, studiando le Metamorfosi di Ovidio e guardando le sculture del Ratto di Proserpina di Bernini dalle finestre del liceo. La loro passione per l'arte è stata trasfusa in una promessa d'amore e in un impegno di collezionare la loro passione. La loro collezione comprende opere di artisti contemporanei, come Carla Accardi, Ettore Spalletti e Vettor Pisani, nonché fotografi influenti e nuove generazioni. La collezione è stata esposta in diverse mostre, tra cui la Maison Européenne de la Photographie di Parigi e il Museo Bilotti di Roma.
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