"Suoneremo per dire giù le mani dal teatro". Pronto il ricorso al Tar contro il decreto del ministro «Una stagione in piazza. A De Ferrari, a Matteotti, al Porto Antico. Suoneremo, ovvero faremo il nostro lavoro, per la città, per dire "giù le mani dal teatro Carlo Felice"»: Nicola Lo Gerfo, sindacalista Fials con gli sindacati autonomi del teatro dellopera di Genova, Snater e Libersind, sta organizzando un "contro-cartellone" di piazza, a settembre, per denunciare pubblicamente «lillegittimità della nomina del nuovo commissario straordinario del teatro e i tanti mali che lo affliggono, Fondo pensioni in primis», spiegano. Non solo. Lo Gerfo e lex consigliere di amministrazione del teatro, Mario Menini, stanno consultando i propri legali e annunciano che ricorreranno al Tar contro il decreto di commissariamento, firmato giovedì scorso dal ministro Sandro Bondi. Hanno tempo sessanta giorni. «Il sindaco ha commesso un grave errore politico e mi dissocio dalle sue decisioni», tuona Menini, che, unico consigliere, si era rifiutato di rassegnare le dimissioni chieste da Marta Vincenzi. Sarà un crescendo di note di protesta, perché «tutto sfocerà - annuncia Lo Gerfo - in una grande manifestazione nazionale, in cui le forze sindacali di tutti i teatri sono pronte a gridare "stop" alloccupazione dei teatri dopera da parte del governo, attraverso i commissariamenti». Spaccati, ancora una volta, i sindacati: da una parte i barricaderi autonomi, dallaltra i confederali. «Dare fuoco alle polveri, negli ultimi anni, ha prodotto come risultato il commissariamento - riflette Patrizia Avellani, Cgil Genova - bisogna che si abbandonino ansie da protagonismo, a favore di calma e serietà. Non si può giocare così sulla pelle dei lavoratori. Ci dissociamo da ogni annuncio di protesta». E Simone Farello, capogruppo del Pd in consiglio comunale, mette a fuoco: «La fase del commissariamento toglie ogni tipo di alibi a tutti. Chi non vuole il bene del teatro uscirà allo scoperto». Tantè. A far crescere ulteriormente la tensione è la decadenza della nomina di Daniel Oren come direttore principale, fortemente voluto da molti dei musicisti. Il direttore dorchestra, pur mantenendo tutti gli impegni contrattuali con la Fondazione per la prossima stagione (tre opere e due concerti sinfonici), non ha più lincarico così come sono decadute «tutte le cariche artistiche di primo livello, compresi il sovrintendente e il direttore artistico - sgombra il campo Luigi Picena, ex consigliere di amministrazione della Fondazione, che aggiunge - il commissario Ferrazza è una garanzia perché uomo che da quarantanni si occupa di teatro. Ha la fiducia del governo, che lha nominato. E sono sicuro che riuscirà a convogliare sul Carlo Felice finanziamenti statali, per ampliare lazione del teatro, ricominciando, per esempio, a fare tournée». Ieri il sindaco Vincenzi ha rispedito al mittente le accuse che le aveva rivolto Di Benedetto: «Da lui non mi aspettavo, anche umanamente, nulla di diverso - ha dichiarato - ed è certo che chi si vede messo alla porta, qualche colpa deve darla. Ci sono molti verbali dei consigli del teatro, depositati al ministero, che testimoniano quale fosse il clima in teatro. Ora non voglio più tornare sullargomento. Per tutto il periodo di commissariamento non mi occuperò di teatro Carlo Felice, ed invito tutti a imitarmi, lasciamo lavorare in pace Ferrazza». Però a gettare acqua sul fuoco, o forse benzina ieri ci ha pensato lex sindaco Giuseppe Pericu, rinnovando la sua stima a Di Benedetto: «Un ottimo sovrintendente», ha detto.
LIGURIA - Carlo Felice, protesta con brio I sindacati organizzano concerti nelle piazze contro il commissariamento
Il sindacalista Nicola Lo Gerfo e il consigliere di amministrazione Mario Menini stanno organizzando un "contro-cartellone" di piazza per denunciare la nomina del nuovo commissario straordinario del teatro Carlo Felice e i mali che lo affliggono. Hanno deciso di ricorrere al Tar contro il decreto di commissariamento. Il sindaco ha commesso un grave errore politico e si dissociano dalle sue decisioni. I sindacati si sono spaccati, con i barricaderi autonomi e i confederali. La decadenza della nomina di Daniel Oren come direttore principale ha aumentato la tensione. Il commissario Ferrazza è stato nominato e ha la fiducia del governo.
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