Comacina abbandonata, serve un nuovo strumento urbanistico «Stop alle nuove costruzioni finché non si recupera quel che già esiste». Vittorio Sgarbi reagisce così, nel suo stile tipicamente provocatorio, allo scempio dell'Isola Comacina. Un lembo di terra in mezzo al lago, dove tra altre perle archeologiche e architettoniche sorgono anche le cosiddette "Case d'Artista". Sono tre splendide villette in stile razionalista, progettate negli anni Trenta da Pietro Lingeri e dimenticate, oggi, come un vecchio capannone di periferia. Aperte alla mercé dei vandali, esposte all'azione logorante dei tarli, le "Case d'Artista" sembrano il simbolo del Razionalismo abbandonato. Como è considerata una delle culle della corrente architettonica della prima metà del Novecento e conserva alcune tra le opere più prestigiose di Giuseppe Terragni, uno dei maggiori esponenti mondiali del Razionalismo. Per molti, però, è una novità: vien da chiedersi quindi cos'abbia fatto il territorio per valorizzare questo patrimonio inestimabile. E non bisogna pensare solo alle opere del Terragni nella città di Como. Secondo Sgarbi, le villette razionaliste dell'Isola «devono essere guardate con particolare rispetto: sono "fenomeni concomitanti" che permettono di considerare le opere principali (come la Casa del Fascio, ndr) non un meteorite caduto dall'alto, ma l'espressione di una civiltà condivisa». Sempre a proposito dell'abbandono delle "Case d'Artista", Vittorio Sgarbi sostiene (provocatoriamente) che «le amministrazioni dovrebbero dotarsi di uno strumento urbanistico, in base al quale non si possono costruire edifici nuovi se prima non si restaurano quelli che già esistono». Un patto tra Comuni e costruttori, per «privilegiare il principio del ripristino ed evitare che luoghi bellissimi vengano abbandonati». Secondo un altro critico d'arte, Philippe Daverio, il Razionalismo comasco sembra dimenticato. «Accade in tutta Italia spiega il conduttore di Passepartout su Rai3 l'identità culturale delle città non è mai stata considerata una priorità. A Como penso, ad esempio, all'importanza della Casa del Fascio: chissà, forse ci vergognamo della parola perché ricorda il Ventennio. Non è comunque sufficiente che un gruppetto di critici o giornalisti mostri questa sensibilità. Verrebbero considerati dei maniaci. Servirebbe, invece, un'intera società capace di sposare la causa: università, associazioni, imprenditori, storici. Non che la società comasca sia barbara, ma perle come Sant'Abbondio, Duomo, edifici neoclassici o razionalisti sono un materiale potentissimo e presentato male». Sergio Gaddi, assessore comunale alla Cultura, sostiene che «definire uno scandalo la situazione delle villette razionaliste sull'Isola è perfino scontato». Non accetta, però, la definizione di «Razionalismo abbandonato». «Va valorizzato, senza dubbio dice anche se, a Como, non ci sono le situazioni di degrado presenti sulla Comacina. Sono convinto che l'identità culturale della nostra città possa essere un brand infallibile: in prospettiva, la cultura può diventare ciò che la seta è stata in passato per Como. Per l'architettura razionalista, bisogna ammettere che la fruizione di queste opere dev'essere ancora allargata: perciò dobbiamo comunicare all'esterno il nostro patrimonio, sottolineando i capolavori di cui disponiamo. Da questo punto di vista, spiace che nonostante l'impegno pubblico notevole l'eredità del centenario di Terragni (2004, ndr) sia oggi poco visibile». Tornando all'origine: il Razionalismo comasco è abbandonato' «No, ma va fatto di più risponde Gaddi - Solo per citare due esempi, il nostro piano di sviluppo della Pinacoteca prevede uno spazio per il Novecento, all'interno del quale troverebbe posto il Razionalismo. E l'anno prossimo, per il centenario del Futurismo, presenteremo la mostra di Sant'Elia: siamo gli unici proprietari dei suoi disegni».
COMO - TERRITORIO: Sgarbi: Stop alle nuove case finché Lingeri non sarà salvo
Vittorio Sgarbi ha criticato lo stato di abbandono dell'Isola Comacina, dove si trovano le "Case d'Artista", tre villette razionaliste progettate negli anni Trenta. Sgarbi sostiene che le amministrazioni dovrebbero dotarsi di uno strumento urbanistico per restaurare gli edifici esistenti prima di costruire nuovi. Philippe Daverio ha invece affermato che il Razionalismo comasco è stato dimenticato e che l'identità culturale delle città non è mai stata considerata una priorità. Sergio Gaddi, assessore comunale alla Cultura, sostiene che la situazione delle villette razionaliste sull'Isola non è uno scandalo e che l'architettura razionalista va valorizzata.
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