Alle porte una stagione di decisioni storiche. E nel 2009 si vota per il Comune e per la Provincia I cantieri modificheranno il volto della città: in arrivo 3 milioni di metri cubi. La zona di espansione è quella occupata da fabbriche dismesse. Il pericolo speculazione più sentito dell' allarme sicurezza DAL NOSTRO INVIATO BERGAMO - Quale volto e quali volti avrà la Bergamo di domani? La risposta a quesiti che condizioneranno la vita della città per gli anni a venire saranno concentrati tutti nei prossimi 12 mesi. Da qui all' estate del 2009, infatti, Bergamo tornerà alle urne per scegliere il nuovo sindaco, il nuovo presidente della Provincia mentre cambieranno anche il vescovo, il rettore dell' Università e il presidente della Camera di Commercio. In più, sempre nei prossimi mesi, le istituzioni dovranno esprimere parere su una serie di grandi progetti urbanistici per un totale di 3 milioni e mezzo di metri cubi con i quali si volterà pagina: da città industriale a città del terziario. Ormai si parla di apertamente di Bergamo 3 (dopo Bergamo Alta e Bergamo Bassa) per indicare la zona oggi occupata prevalentemente da fabbriche dismesse ma che rappresenterà il polmone di espansione della città. Sarà quello uno dei temi caldi della prossima campagna elettorale, un tema percepito dall' opinione pubblica ben più - ad esempio - della criminalità e della sicurezza. Il cosiddetto progetto «Porta sud», le torri di 29 piani, l' ex sede Enel da trasformare in gioiello architettonico. E poi ancora cantieri in Città Alta, tra cui quello che più di tutti fa discutere, il nuovo ascensore che condurrà nel cuore storico di Bergamo. La giunta di centrosinistra, guidata da Roberto Bruni, ha di recente dato l' ok a una serie di interventi per un totale di 2 milioni di metri cubi; verso primavera, dunque a ridosso della chiamata alle urne finiranno sul tavolo progetti per un altro milione e mezzo. Bruni, che ha già annunciato la sua ricandidatura, rivendica con forza questa trasformazione epocale, dichiarandosi avversario del «toca negòt» (non toccare niente). «Parto da un ragionamento demografico - esordisce il primo cittadino - e cioè che la popolazione di Bergamo sta cambiando: ci sono sempre più anziani e sempre più stranieri. Solo l' arrivo di questi ultimi ha consentito alla popolazione di rimanere stabile a livello di 115 mila abitanti. Bergamo ha bisogno di attrarre nuovo lavoro e nuovi abitanti. E a chi mi contesta che sta per piovere sulla città una colata di cemento dico: stiamo solo trasformando aree già edificate». Torri e soluzioni verticali, design d' avanguardia, materiali hi tech: la nuova skyline di Bergamo avrà soluzioni suggestive e avveniristiche, ma questo non basta a incantare il centrodestra. «Se toccherà a noi governare la città - attacca Christian Invernizzi, segretario del Carroccio, che in provincia è diventato il primo partito - bloccheremo quei progetti: provocheranno traffico e disagi che la città non è assolutamente in grado di sostenere. Con benefici in più ancora tutti da dimostrare». Strano copione, quello con cui Bergamo si avvia alle elezioni: il centrosinistra spinge per i nuovi cantieri, al centrodestra tocca la parte in commedia di solito destinata agli ambientalisti. Ma Bergamo è abituata a rompere gli schemi in politica. Bruni, tanto per dire, è si sostenuto da una formazione tradizionale di centrosinistra ma a lui arrivò quattro anni fa il sostegno della Compagnia dele Opere. La Lega, invece, all' ultima tornata amministrativa decise per la corsa solitaria sia in Comune che in Provincia: non passò nè dall' una nè dall' altra parte e si è ritrovata all' opposizione. Adesso i giochi sono lontani dall' essere compiuti e le certezze sono poche. In Provincia uscirà di scena il sanguigno presidente Valerio Bettoni, giunto al termine del suo secondo mandato. Il Carroccio ha rivendicato la successione spendendo la candidatura del senatore Enrico Pirovano e la tentazione di correre di nuovo da soli almeno al primo turno è forte. Idem in Comune dove però non si sa quali saranno i competitor di Bruni.
BERGAMO -Bergamo e il paradosso del cemento Il partito del no si schiera a destra
In Italia, alle porte di una stagione di decisioni storiche, si sta svolgendo la campagna elettorale per il Comune e la Provincia di Bergamo. Il 2009 sarà un anno cruciale per la città, con la votazione per il nuovo sindaco, il presidente della Provincia e il vescovo. Inoltre, le istituzioni dovranno esprimere parere su grandi progetti urbanistici per un totale di 3 milioni e mezzo di metri cubi, che includono la trasformazione di aree industriali in aree residenziali e commerciali. Il progetto "Bergamo 3" è un tema caldo della campagna elettorale, che riguarda la zona di espansione della città.
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