Italia Nostra sul piede di guerra contro il parcheggio del Pincio. Lassociazione, impegnata nella tutela del patrimonio artistico nazionale, si appella al sindaco Gianni Alemanno perché fermi i lavori e annulli il contratto con la ditta appaltatrice, la Sac spa. E Marina Ripa di Meana, moglie del presidente di Italia Nostra Carlo Ripa di Meana, si dice pronta allo sciopero della fame. Il parcheggio andrebbe secondo il presidente a «sventrare un complesso monumentale di riconosciuto valore artistico, in unarea in cui è da poco stata individuata la Domus di Lucullo». Sarebbe per giunta inutile, in quanto «sorgerebbe a due passi dal parcheggio di Villa Borghese, sempre vuoto». Alemanno, qualora assecondasse le richieste dellorganizzazione, «avrebbe il merito nella storia della città per aver impedito un disastro sostenendo una scelleratezza. Il suo predecessore ha fatto il disastro, ora sta a lui interromperlo come promesso in campagna elettorale». Carlo Ripa di Meana si è anche scagliato contro Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali: «Latteggiamento di Giro è schizofrenico. Nel giorno dellannuncio del ritrovamento della dimora di Lucullo, dà via libera al parcheggio, che non ha mai creduto risolutivo per la pedonalizzazione del tridente». Giro ha replicato che «quando i grandi valori della tutela e della promozione ambientale vengono avvelenati dalla presunzione di aver sempre ragione, si rischia di cadere nella trappola dellintolleranza che non serve a nessuno». Alemanno, manifestando la propria solidarietà al sottosegretario, ha precisato che «ogni decisione sarà presa dopo il pronunciamento della Commissione dei saggi». La moglie Marina è pronta a sostenere il marito in questa battaglia: «Sono pronta allo sciopero della fame, nel caso la Commissione dei saggi decidesse di dare il via libera a questo crimine sventrando un monumento. Sono una buongustaia - ha aggiunto - e mi costerà molta fatica. Ma sono abituata a gesti rivoluzionari». Lassociazione ha presentato un esposto alla magistratura. Lavvocato Vanessa Ranieri, che segue linchiesta, ha parlato di «un vincolo architettonico e non solo archeologico. Il Pincio è paragonabile al Colosseo, ed è quindi impensabile prevederne al di sotto un parcheggio».