In viaggio per la città con lassessore Cioni che mostra quello che è stato fatto Stabiliti tre grandi interventi: viale Guidoni, via Gemignani e viale XI Agosto «Vieni Cioni, stammi a sentire: ogni notte qui cè un macello, urla fino alle 4, schiamazzi, non ci si fa più», sbrocca la signora Paola davanti allassessore sceriffo che passa da SantAmbrogio: «E vero, avete rifatto il lastrico, è molto meglio: tutto più pulito, più decoroso. Ma lo sa che di notte non dormiamo per il casino, e che per di più ogni mattino sulle scalinate della chiesa ci sono montagne di sudicio, bottiglie, cartacce: come si fa?». Sono le 11, il responsabile vivibilità di Palazzo Vecchio scende in strada insieme al capo della manutenzione urbana del Comune Piero Banchini. E un blitz nei cantieri della città. Nelle strade asfaltate e in quelle da rifare, nelle piazze rimesse in sesto come SantAmbrogio, nellinferno di via Faenza, dove da febbraio si lavora a rimettere il lastricato e i commercianti non ne possono più, e nel paradiso della trafficatissima via Elvano Gasperi, che scivola da Careggi verso la Bolognese e Fiesole e nonostante le proteste dei primi mesi di cantieri e operai ora è tornata come nuova. Un tour improvvisato per verificare a che punto è il grande programma di rifacimento delle strade annunciato tre mesi fa insieme al sindaco Domenici con in dote 30 milioni di euro. Non cè una stima dei soldi spesi. «E non vi posso dire quanti chilometri di strade sono state riasfaltate, ma giuro che sono tanti - spiega Banchini - continuiamo lopera di messa in sicurezza dei marciapiedi, entro metà ottobre in 8 diversi punti del centro storico, lungo tutto lasse Beccaria-Pietrapiana vedremo spuntare i primi piloncini a scomparsa per delimitare aree pedonali di rito severissimo, off limits per tutti tranne che per i pedoni, i residenti e i commercianti in determinati orari per il carico e scarico merci». Da maggio ad oggi sono stati effettuati interventi di ripristino in 50 strade. La strada sul lungarno Cellini e giù verso piazza Poggi e lungarno Serristori è diventata una pista: tutto lasfalto ex novo, il fondo era troppo sconnesso e rimetterlo daccapo è stata lunica soluzione. In via Pecori e via Colonna è tornato il lastrico. Catrame nuovo in via Elbano Gasperi, via Centostelle e via del Campofiore, e così pure via Fanti e largo Gennarelli. E ancora: in via Traversari e piazza Ravenna (in questo caso lavori a tempo di record, meno di 24 ore), via Pisana (da Ponte a Greve a Pestalozzi) e via della Fonderia, via Trieste e via Montughi. «Ovviamente il nostro programma riguarda tutte le strade che non saranno coinvolte a breve dai lavori per la tramvia, rifarle e poi scavare ancora sarebbe stupido», spiega Banchini. Marciapiedi nuovi davanti al museo Archeologico e sul viale Matteotti fino a piazza Isidoro Del Lungo. Ma cosa resta da fare? Nel mese di agosto scattano tre interventi monstre di riasfaltatura: viale Guidoni (già iniziato), via Gemignani e viale XI Agosto. Nel mese di agosto sarà installato il new jersey separatore sui viali Matteotti e Gramsci: in pratica da Libertà a Beccaria sarà impossibile la svolta a sinistra, compreso allangolo di viale Mazzini. Otto piloncini a scomparsa compariranno in diversi punti della città entro metà ottobre: si comincia da Borgo la Croce (2), poi SantAmbrogio angolo Carducci, via Pietrapiana (2), SantAntonino angolo Amorino e Ariento, via Zannoni angolo Ariento. Ogni piloncino (costo 12 mila euro), delimiterà unarea pedonale di tipo A, cui avranno accesso solo pedoni, possessori di passi carrabili, commercianti in determinati orari e disabili (ci sarà un numero verde apposito). Capitolo via Faenza. Appena arrivano Cioni e Banchini i commercianti si fanno intorno: «Fate presto, siamo allo stremo: bravi gli operai per carità, ma ora che devono prendere ferie, aumentateli», chiedono. Banchini dice di no ma prende un impegno: «A ottobre finiamo tutto, promesso». Dopo due ore di giro il pulmino che trasporta i giornalisti si scassa, in piena piazza Duomo: «Ma vi giuro che se mi date fiducia vi rimetto a posto pure sto coso», si lancia Banchini.