Parla l'economista, prossimo neo presidente dell'Accademia Storie di ordinaria gestione: dopo un anno e quattro mesi l'Accademia di Belle Arti di Napoli ha di nuovo un Cda. Il neopresidente, per il momento in via ufficiosa dato che la nomina formale avverrà per la metà di agosto, è Sergio Sciarelli, ordinario di economia e gestione di imprese alla Federico II. La nomina di Sciarelli arriva dopo un lungo periodo di commissariamento straordinario iniziato nel marzo 2007 per volere dell'ex ministro dell'Università e della Ricerca dopo la scoperta di incongruenze nella gestione del bilancio da parte dell'ex Cda. Sergio Antonelli Domanda. Professo Sciarelli, come vive questa nomina che segna l'inizio di un nuovo periodo nella sua carriera accademica? Risposta. È Una nomina che gradisco molto. L'accademia di Belle Arti di Napoli è una delle grandi cose di Napoli, ha alle spalle una tradizione e dei valori importanti di cui sono sempre stato estimatore e sono fiero di essere stato chiamato a rappresentarli. Inoltre sono un grande appassionato di arte. È un mondo nuovo che non è il mio professionale e che perciò mi darà anche una grande possibilità per un arricchimento culturale. D. Quanto proprio la sua esperienza professionale, da docente di economia e gestione di imprese, può aver influenzato la scelta sua e non degli altri due candidati a guidare l'Accademia, considerando i motivi che hanno portato al commissariamento nel 2007? R. Non so, ma non credo che abbia influito particolarmente. D'altronde prima di me c'è stato Antonio Minervini come commissari che è un collega commercialista degno della mia stessa stima. Io sono un aziendalista e l'Accademia a modo suo è un'azienda . Sicuramente potrò fare qualcosa di buono, ma è meglio tenere separate ambiti e competenze che sono di fatto diverse. D. Quale sarà la sua prima azione? Su che principi si muoverà? R. A questo non posso rispondere. La mia nomina non è ancora stata resa ufficiale. Lo sarà per fine agosto e solo a settembre prenderò i primi contatti. Non posso esprimere pareri prima di aver avuto almeno un confronto ufficiale. D. L'ultima domanda riguarda i tagli alla ricerca e all'università previsti dalla nuova finanziaria. Ora che è di fatto un rappresentante del mondo accademico, che ne pensa? R. Sono stati tagli di una durezza estrema. Credo che avrebbero dovuto essere più diluiti nel tempo. Sono senza dubbi necessari, è un sacrificio che viene chiesto a ogni settore. Ma qui si tratta del sapere e della formazione della futura classe dirigente, due campi fondamentali per uno Stato che vuole andare avanti. Credo avrebbero dovuto essere molto più dilazionati nel tempo.