Giuseppe Ferrazza commissario: sarà affiancato da Marco Amoruso esperto in gestione del personale. Sei mesi per il rilancio "Carlo Felice, io ti salverò" Sindacati in rivolta. La Provincia dà solidarietà al sovrintendente rimosso Carlo Felice sempre nella bufera. Dopo lufficializzazione della nomina di Giuseppe Ferrazza a commissario dellente lirico, affiancato da Marco Amoruso, monta la protesta dei sindacati autonomi, che giudicano illegittima la richiesta del sindaco Marta Vincenzi e la decisione presa dal ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi. Prime parole da commissario di Ferrazza: «Per salvare il teatro, occorre ritrovare unità di intenti e portare un pubblico più vasto ad assistere agli spettacoli. Primo passo, abbassare io prezzi, che in questo momento sono troppo alti». Il presidente della Provincia Alessandro Repetto, intanto, difende decisamente il sovrintendente uscente Di Benedetti: «Ha svolto un ottimo lavoro, dobbiamo ringraziarlo caldamente». Il neo responsabile del teatro: "Basta piangersi addosso, risorgeremo insieme Il primo passo è abbassare i biglietti e riportare il pubblico più ampio" «Dobbiamo salvare il Carlo Felice tutti insieme: e non servono più soldi, ma soltanto buone idee. Abbasseremo il prezzo dei biglietti, apriremo ai giovani, miglioreremo i contratti degli artisti»: Giuseppe Ferrazza è il nuovo commissario straordinario della Fondazione. Sessantuno anni, presidente dellEnte teatrale italiano, si occupa di spettacolo da oltre quarantanni, è stato consulente per il ministero, «sempre al servizio del bene delle istituzioni», dice. Ieri mattina il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, ha firmato il decreto di commissariamento del teatro dellopera di Genova: affiancherà Ferrazza («un tecnico eccezionale, un regalo alla città», dicono dal ministero), il sub-commissario, Marco Amoruso, 35 anni, già direttore amministrativo del Festival dei Due Mondi di Spoleto e direttore del personale del Maggio musicale fiorentino, esperto di rapporti col personale e di bilanci. Amoruso potrebbe in prospettiva essere candidato a un futuro ruolo di sovrintendente. Esplode, sul fronte sindacale nazionale, il "caso Genova": annunciano battaglia i sindacati autonomi del teatro. Scende in campo il segretario nazionale della Fials, Enrico Sciarra: «Questo commissariamento è illegittimo, è un abuso di potere, è occupazione del territorio», e annuncia una mobilitazione nazionale a fine settembre, collegata alla discussione sul contratto nazionale. «Nel migliore dei casi ci sarà un blocco del teatro- prosegue - nel peggiore, uno smantellamento del teatro stesso». E intanto Fials, Snater e Libersind stanno valutando il ricorso al Tar contro la nomina del commissario. Anche se ugualmente preoccupati, reagiscono diversamente i sindacati confederali, Cgil in testa (una quarantina discritti in orchestra): «Credo che tutti i sindacati debbano fare un esame di coscienza - spiega Patrizia Avellani, della Camera del Lavoro - è una sconfitta del sindacato tutto. E assurdo, il Carlo Felice è lunico caso italiano in cui arriva un commissario, mentre, da gennaio, sono stati stabilizzati 30 precari e i lavoratori hanno avuto un aumento di stipendio». Automaticamente, con la firma del decreto, è decaduto il sovrintendente del Carlo Felice, Gennaro Di Benedetto, il cui contratto sarebbe scaduto nel 2010: «Per farlo valere, farò qualunque cosa sia consentita dalla legge», annuncia. Decaduti con lui, oltre tutto il Cda, anche il direttore principale, Daniel Oren, così come la direttrice artistica, Cristina Ferrari. E si sfiora il caso politico. Mentre il sindaco Vincenzi (nel comunicato del ministero che annuncia la nomina di Ferrazza e Amoruso, viene sottolineata la sua ripetuta richiesta del commissario) commentava lincarico con soddisfazione: «al Carlo Felice sono venute meno le relazioni umane necessarie per il suo funzionamento, tra il sovrintendente, da una parte, e le maestranze tecniche e artistiche, dallaltra», indicando una «sostanziale sfiducia maturata nei confronti del sovrintendente, ho ritenuto mio dovere interpellare senza indugio lautorità vigilante per il commissariamento», il presidente della Provincia, Alessandro Repetto, scriveva di suo pugno un biglietto proprio a Di Benedetto: «Un caldo, personale ringraziamento per lintelligente e proficua opera svolta in questi anni al vertice dellEnte». Poco dopo la firma del decreto, Ferrazza ha telefonato a Di Benedetto per chiedere, ottenendola, collaborazione, nel primo periodo di lavoro. Sincontreranno i primi giorni della prossima settimana, quando Ferrazza arriverà a Genova e conoscerà anche il sindaco e il presidente della Regione, Burlando. Il lavoro effettivo, Ferrazza e Amoruso, lo affronteranno dal 24 agosto, quando il teatro riaprirà dopo la pausa estiva. «Le priorità assolute - indica la strada al Carlo Felice, Ferrazza - sono tre. La ristrutturazione dei contratti agli artisti, cui non vengono pagate le prove: in molti partecipano solo alla generale, depauperando la costruzione degli spettacoli. Poi occorre riportare il pubblico a teatro: ma non quello elitario che spende 90-100 euro a biglietto. Lopera deve tornare ad essere uno spettacolo popolare: bisogna abbassare il prezzo dei biglietti. Infine, occorre riaprire il mercato degli artisti, soprattutto ai giovani». Queste cose, riflette Ferrazza, bisogna cambiarle «tutti insieme, riconquistando quello spirito costruttivo di appartenenza che deve accomunare chi ama questo eccezionale teatro». Ai sindacati autonomi che contestano la legittimità del decreto ministeriale che lo nomina, Ferrazza risponde serafico: «Posso fare due cose: o fare il commissario vero e proprio, applicare le norme, e metterli davanti alla realtà: "O così o chiudiamo". Oppure cominciare a collaborare, tutti insieme, per la rinascita di un gioiello che, sono sicuro, sta a cuore a tutti». Resterà alla guida dellEti, Ferrazza: «Dedicherò molto tempo a Genova, lEti non prevede impegni gravosi. E questo compito non mi spaventa: la passione non mi fa sentire la stanchezza, posso lavorare dalle 9 alle 24, ogni giorno». Ferrazza, cui il ministro Bondi ha fatto gli auguri di buon lavoro, lavorerà con Marco Amoruso per sei mesi a Genova, ma qualcuno comincia a dire che, da commissario, potrebbe trasformarsi in sovrintendente. «Deciderà il sindaco», rispondono dal ministero. «Devo ancora cominciare», taglia corto linteressato.