LA SCOPERTA Il ritrovamento è avvenuto nel corso di un lavoro di arredo urbano nel centro del comune campano Un paio di metri sotto il manto stradale, Sorrento sta scoprendo la sua nuova vocazione: l'archeologia. L'ultimo ritrovamento è di pochi giorni fa. Durante un intervento di arredo urbano, sono venuti alla luce alcuni ambienti di un edificio del I secolo dopo Cristo con i pavimenti e una parete decorata ancora intatti. Il sito potrebbe presto divenire la tappa principale di un percorso turistico-culturale che comprenderà anche le altre antiche strutture recuperate sulla penisola dalla Soprintendenza di Napoli e Pompei. La costruzione romana è affiorata nel corso dei lavori di riqualificazione della centralissima Piazza Veniero. Dal saggio eseguito dalla Soprintendenza sono emersi, perfettamente conservati, i pavimenti in signino abbelliti da piccole piastrelle di marmo a forma di rombi e le pareti affrescate. Per la prima volta in questa zona - spiegano gli archeologi - è possibile osservare un'intera parete decorata con pitture simili a quelle delle vicine abitazioni di Pompei ed Ercolano, con alternanza di riquadri rossi e blu nei quali sono disegnati candelabri, cespi di acanto e aironi. I tratti dell'edificio tornato alla luce fanno ipotizzare l'originaria presenza di un corridoio porticato che si apre su un salone o soggiorno. Gli ingressi sono chiaramente segnati da soglie di marmo con la traccia dei fori dei cardini e di una finestra intonacata che si apriva sul viridario. Lo scavo ha inoltre consentito il recupero di una quantità di materiali raccolti negli strati di scarico che hanno segnato l'abbandono dell'edificio. Sui piani pavimentali, infatti, proprio come in altre aree archeologiche della penisola sorrentina, la coltre di terra e cenere che si era depositata nel corso dell'eruzione del 79 d.C. risulta rimossa, attestando una rioccupazione del sito probabilmente già dal II secolo. Gli oggetti ritrovati sono quasi una fotografia della vita quotidiana dell'antica Surrentum: ceramica da mensa, anfore, utensili metallici, monete di bronzo. La città rappresentava il centro economico e commerciale dell'intera penisola sorrentina, confinante, come dicono le fonti letterarie antiche, con quello di Stabiae e dall'altro lato con l'agro picentino e il golfo di Posidonia. «Le nuove scoperte - commenta la direttrice dello scavo, Tommasina Budetta - si aggiungono all'intenso lavoro di tutela già effettuato dalla Soprintendenza a Sorrento, che ha consentito di ricostruire l'antica pianta della città che si cela sotto l'attuale centro urbano. La carta archeologica finora redatta ci permette di individuare gli assi stradali dell'epoca che disegnano stretti e lunghi isolati attraversati dai decumani». Finora sono stati identificati gli edifici termali, il teatro, il foro e il circuito murario di età sannitica che è tuttora visibile insieme ad un tratto della porta meridionale. Proprio nei pressi di Piazza Veniero, inoltre, sul marciapiede opposto che si affaccia su Corso Italia, sono stati ritrovati i resti di una abitazione provvista di impianto termale. L'ultimo rinvenimento consente di disegnare due degli isolati dell'antica città sul versante occidentale che si apriva verso il Santuario di Athena sulla Punta della Campanella. Ulteriori ricerche archeologiche potrebbero approfondire la fase più antica, quella della fondazione di Sorrento. Per la prosecuzione dei lavori sono attesi nuovi finanziamenti da parte del ministero dei Beni culturali. In cantiere c'è già il progetto per la realizzazione di un percorso, anche sotterraneo, dei tratti della città antica. L'auspicio è che questa iniziativa - se realizzata - possa contribuire ad incrementare nella penisola sorrentina un turismo maggiormente legato alla fruizione dei beni culturali. Marco Molino