Il Tar ha sospeso la realizzazione per un vizio di forma «Il rigassificatore di Livorno va avanti». Nonostante il Tar abbia accolto un ricorso presentato da Greenpeace, la società che si occupa della realizzazione dellimpianto a largo di Tirrenia non ha alcuna intenzione di fermarsi. «Il Tar ha accolto il ricorso solo per un motivo di ordine formale», spiega la Olt offshore Lng Toscana. Mancava cioè il rilascio della concessione demaniale che avrebbe dato il via allautorizzazione finale. «Questa presunta irregolarità», dice Olt, «può essere quindi sanata con il rilascio di tale concessione». Nessun argomento sostanziale sollevato dallassociazione ambientalista sarebbe stato accolto dal tribunale amministrativo. «Il giudice», precisa Olt, «ha dichiarato infondati tutti i motivi che volevano dimostrare la pericolosità dellimpianto e della sua localizzazione (quello specchio di mare è chiamato il "Santuario dei cetacei" e nel fondale ci sono praterie di Posidonie, ndr) nonché lerroneità della tipologia di procedura seguita dalle amministrazioni interessate che erano oggetto di altro ricorso di Greenpeace e dei comitati di cittadini che si oppongono al rigassificatore. Il giudice, infine, rileva per il futuro lopportunità di disciplinare una forma di consultazione popolare modulata sulle nuove disposizioni in materia di valutazione dimpatto ambientale in vigore dal 2008 ma ciò non può incidere su una procedura pregressa, nei cui riguardi il Tar conferma che non si devono intendere travolti tutti gli atti che hanno preceduto lautorizzazione in questione». In ogni caso la società farà ricorso al Consiglio di Stato. Se lo stesso Tar stabilisce che per il futuro si debbano consultare gli abitanti della zona quando si hanno in progetto impianti di questo tipo, ancora di più insistono sullargomento i partiti che si erano battuti contro la piattaforma off shore. «Speriamo che questo sia un auspicio per invertire la rotta», dice il capogruppo dei Verdi in consiglio regionale Mario Lupi. «Laccoglimento del ricorso segna un importante risultato della battaglia iniziata dai Verdi livornesi e condivisa dalla maggioranza della popolazione. Limpianto tra laltro si pone in antitesi al progetto di sviluppo del porto di Livorno. Monica Sgherri, capogruppo di Rifondazione comunista, allarga lorizzonte. «La sentenza del Tar della Toscana è una vittoria dellimpegno civile e ambientale dei cittadini, dei Comitati e delle forze politiche della sinistra, che si sono battuti contro limpianto offshore», dice Sgherri, annunciando che presenterà in merito uninterrogazione diretta al presidente Claudio Martini. «Questa sentenza», aggiunge Sgherri, «è la riprova che le obiezioni erano giustificate e fondate, e anche i loro timori, e se non si fosse scelta la strada del muro contro muro, la strada della sordità delle ragioni dei cittadini, si sarebbe potuto evitare un ricorso amministrativo. La sentenza del Tar dà dunque ragione a quanto essi sostenevano da mesi e da mesi, venendo ignorati. Come abbiamo sempre sostenuto con convinzione», dice ancora, «questo impianto privato oltre ad essere pericoloso e dannoso è anche inutile per lapprovvigionamento del gas visto che entro pochi mesi sarà pronto il metanodotto algerino». E proprio ieri è partito liter autorizzativo del gasdotto Algeria-Sardegna-Toscana-Europa. Galsi, società di sviluppo, realizzazione e gestione dellopera, ha presentato al Ministero dello Sviluppo Economico la domanda di autorizzazione alla costruzione e allesercizio per la sezione del metanodotto ricadente nel territorio italiano. Complessivamente il percorso in territorio italiano sarà di 596 chilometri. La capacità del gasdotto sarà di otto miliardi di metri cubi di gas allanno. (s.p.)
LIVORNO - La ditta del gassificatore "Noi andiamo avanti"
Il Tar della Toscana ha sospeso la realizzazione del rigassificatore di Livorno per un vizio di forma, ma la società Olt offshore Lng Toscana afferma di non aver alcuna intenzione di fermarsi. Il Tar ha accolto il ricorso di Greenpeace, ma solo per un motivo di ordine formale e non ha sollevato argomenti sostanziali sulle preoccupazioni ambientali. Il giudice ha anche confermato che non si devono intendere travolti gli atti precedenti lautorizzazione in questione. La società farà ricorso al Consiglio di Stato.
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