I documenti sullimpianto acquisiti anche a casa dellad Miccio I carabinieri nella sede di Eur spa e nellabitazione dellamministratore delegato Mauro Miccio a "caccia" di documenti sul Velodromo. Ieri mattina i militari si sono presentati negli uffici di via Ciro il Grande e hanno iniziato a raccogliere carteggi sul procedimento seguito da Eur spa per predisporre la distruzione dellex impianto sportivo di viale Oceano Pacifico che aveva ospitato le gare ciclistiche in occasione delle Olimpiadi del60. Attualmente sul registro degli indagati della Procura risultano iscritti Miccio e alcuni funzionari tecnici. Allamministratore delegato viene contestata la violazione della legge urbanistica e il mancato rispetto del vincolo storico artistico a tutela delledificio progettato da Cesare Ligini. Linchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Giovanni Di Leo, è scattata a seguito di due esposti presentati dal comitato dei residenti del quartiere che si oppongono alla costruzione della nuova "Città dellacqua e del benessere". Una struttura ultramoderna che sarà realizzata dalla società Acquadrome di proprietà al 51 di Condotte e al 49 di Eur Spa. In particolare i comitati dei residenti negli esposti, firmati dagli avvocati Luigi Di Majo e Giuseppe Dante, hanno chiesto alla Procura di accertare la «eventuale illegittimità degli atti amministrativi sui quali si è basata lattività preordinata alla distruzione di un bene assoggettato a vincolo storico artistico». Già alcuni mesi fa sulla contrastata vicenda del Velodromo è stata avviata unindagine dal sostituto procuratore Catia Summaria che aveva anche disposto una consulenza per definire i vincoli a salvaguardia dellimpianto sportivo, lasciato in stato dabbandono da oltre quarantanni. La tutela monumentale era stata ribadita dal Comitato tecnico scientifico per i beni architettonici e paesaggistici lo scorso 11 luglio ma, dopo soli quattro giorni, venne cancellata da un ricorso gerarchico. Così il 15 luglio il direttore generale del Ministero per i beni culturali ha stabilito che il Velodromo è da considerarsi libero da qualsiasi vicolo. Per Eur spa è il semaforo verde che gli consente di far minare il monumento e programmare la distruzione dellimpianto. Lesplosione viene bloccata per 24 ore dal sequestro preventivo disposto dalla Procura ma poi, per ragioni di sicurezza pubblica, le micce devono essere accese su ordine della Prefettura. Così nel mirino della Procura è finita anche la rapidità con cui si è proceduto a disporre la distruzione delledificio. «Appare straordinariamente veloce la "laconica" decisione di accoglimento del ricorso gerarchico - scrive la Procura nel motivare il sequestro - che non tiene in alcun conto il fatto, esplicitamente menzionato e riconfermato dal Comitato tecnico scientifico, che il bene al centro della controversia "è di interesse storico artistico"». I comitati hanno anche evidenziato come nellaccordo di programma che consentiva la realizzazione della "Città dellacqua e del benessere" «non venisse contemplata la demolizione del Velodromo». «Lobiettivo della demolizione - scrivono nella denuncia gli avvocati Di Majo e Dante - è inserito nellambito di una manovra speculativa immobiliare che deve essere penalmente sanzionata».