La mobilitazione di una prestigiosa pattuglia di intellettuali napoletani riuscirà probabilmente a salvare la Biblioteca Nazionale dalla minacciata espulsione da alcuni suoi locali a Palazzo Reale. O almeno si cercherà una soluzione che non danneggi i libri e i lettori della Biblioteca e scongiuri i peggiori effetti dell'occupazione che la direzione dei Beni Culturali della Campania aveva intenzione di effettuare per fare posto ad uffici delle soprintendenze per i beni storico-artistici ed etnoantropologici di altre province. È bastato il preannuncio (dato dal Mattino di domenica scorsa) dell'appello pro Biblioteca Nazionale promosso da Gerardo Marotta, e subito sottoscritto da Alda, Silvia e Lidia Croce, Marta Herling, Guido Donatone, Raffaele Raimondi, perché si avviassero incontri al fine di dare al problema una diversa soluzione. Che dovrebbe arrivare da una riunione in programma oggi. Mauro Giancaspro, direttore della Biblioteca, difende a denti stretti i suoi libri, nella scomoda posizione di dipendente del ministero entro il quale si è aperto il «conflitto». «Abbiamo valutato ipotesi e abbiamo in corso sopralluoghi, ci sono le premesse per risolvere il problema». I problemi in realtà sono due: uno è trovare sistemazione adeguata ad alcuni nuovi uffici dei Beni Culturali, l'altro è non sacrificare la biblioteca che dall'invasione-intrusione subirebbe numerosi effetti negativi. La riduzione degli spazi sarebbe solo il primo. C'è infatti da considerare che il condominio tra differenti strutture potrebbe provocare nocive interferenze. In più ci sarebbe da tutelare il valore storico-simbolico della permanenza della Nazionale a Palazzo Reale, al centro della città, come volle Benedetto Croce. Al riguardo l'appello di Marotta e degli altri è stato vibrante, persino sdegnato: «Apprendiamo con sbigottimento - si legge nel testo - che la Biblioteca Nazionale di Napoli rischia di essere privata di cinque saloni destinati dal Consiglio Regionale e dai gruppi dei partiti alla Biblioteca Nazionale. Questo nuovo provvedimento che assegna le sale alle soprintendenze per i Beni Artistici e Storici di Avellino di Benevento, crea sconcerto». E si ricorda che la nostra è la terza Biblioteca Nazionale italiana, che raccoglie fra gli altri tesori quelli della Biblioteca Brancacciana e della Biblioteca Farnese.
NAPOLI - La mobilitazione di una prestigiosa pattuglia di intellettuali napoletani riuscirà probabilmente a salvare la Biblioteca Nazionale
Una pattuglia di intellettuali napoletani sta cercando di salvare la Biblioteca Nazionale da una minacciata espulsione da alcuni locali a Palazzo Reale. La direzione dei Beni Culturali della Campania aveva intenzione di effettuare l'occupazione per fare posto ad uffici delle soprintendenze per i beni storico-artistici ed etnoantropologici di altre province. I promotori dell'appello pro Biblioteca Nazionale, tra cui Gerardo Marotta e i Croce, stanno cercando di trovare una soluzione che non danneggi i libri e i lettori della Biblioteca. Il direttore della Biblioteca, Mauro Giancaspro, difende i suoi libri e cerca di trovare una soluzione che non sacrifichi la biblioteca.
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