Prevedere al piu' presto gli stanziamenti necessari per estendere rapidamente a tutta l'Italia il sistema di catalogazione informatica dei beni culturali: e' il monito della Corte dei Conti, contenuto nell'indagine sullo stato della catalogazione da parte dell'amministrazione statale. Sono oltre 4 milioni (4.086.721, di cui il 54 gia' informatizzate), le schede di catalogo dei beni archeologici, storici, artistici, architettonici e demoetnoantropologici acquisiti dall'amministrazione, sotto il coordinamento dell'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione. Ma - sottolinea la Corte - "il lavoro da compiere e' ancora molto, poiche' le piu' recenti stime indicano in oltre 10 milioni il patrimonio complessivo italiano da censire" e l'indicazione e' "in continua crescita". La Corte fa dunque rilevare come "ancora oggi non si abbia esaustiva conoscenza dei beni che costituiscono tale patrimonio". Tali difficolta' dovrebbero essere superate dal nuovo Sistema informativo generale del catalogo: "La prima fase di realizzazione del progetto - si legge nella nota della Corte dei Conti - terminera' entro l'anno e interessera' il sistema base nazionale e quattro Soprintendenze (Venezia, Pisa, Taranto, Milano). Occorrera' tuttavia - sottolinea la Corte - prevedere sin d'ora gli stanziamenti necessari per la rapida estensione del sistema informatico a tutta l'Italia e precise direttive del ministero per la conclusione, quanto meno, del censimento dei beni". Ricordando che, negli ultimi 15 anni, lo Stato ha speso in catalogazione oltre 830 miliardi di vecchie lire (per interventi "che pero' non sempre hanno dato risultati positivi"), la Corte auspica infine che, dopo la prima fase, il sistema informatizzato venga esteso a tutto il territorio nazionale, "secondo un preciso programma e in tempi predeterminati", e costantemente aggiornato.